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Osservando
ciò che siamo diventati, penso che l’uomo lungo il suo viaggio si
sia perso. Abbia smarrito il senso della propria vita ….. la
ragione per cui esiste, fino al punto da diventare per la natura una
specie di virus, quindi un pericolo per la stessa sopravvivenza del
pianeta terra.
Penso che tutti si siano resi conto che la natura comincia a
ribellarsi contro questa specie umana! Lo fa nel modo più naturale
…. altera le condizioni che permettono la vita su questo pianeta.
Il
mio non vuole essere catastrofismo gratuito, in quanto gli esperti
del Pentagono attraverso una commissione di studi, hanno accertato
che se non si pongono dei seri limiti all’inquinamento atmosferico
e terrestre, entro 20 anni ci potrebbe essere un punto di non
ritorno e tra 50 l’inevitabile catastrofe se prima non ci pensa
Toutatis. Un enorme asteroide
che minaccia collisione con la terra.
Personalmente
penso che la perdita dell’uomo per la natura non sarebbe una
catastrofe, soprattutto perchè la fine della vita su questo
pianeta, sarebbe un evento naturale già scritto nel tempo, dato che
come tutti sanno, prima o poi il nostro sole smetterà di
riscaldarci ….. di esistere. Ma fino a quella data l’uomo, se
cambia il suo percorso attuale, potrebbe avvantaggiarsi di
conoscenze tali, da fargli superare tale evento. Per esempio
rendendo possibile abitare altri pianeti simili alla terra. Ma se
persegue nella sua follia, la fine è una naturale conseguenza,
perché non avrà la possibilità di elevare la sua anima al punto
da rendere possibile, scoperte scientifiche ora inimmaginabili perché
incapace di aprirsi all’infinito attraverso la luce dell’anima.
Ossia conoscenza e saggezza.
Che l’uomo si sia perso è un dato di fatto, e per comprenderlo è
sufficiente guardare nel passato per rendersi conto che nonostante
la tanta decantata tecnologia e scienza, per ammirare un' opera
d’arte, quale ad esempio, un tempio, un palazzo, un monumento, una
cattedrale, e tante altre opere, dobbiamo rivolgerci al passato
perché la nostra anima e talmente arida da non riuscire a costruire
nulla che abbia un vero valore architettonico e artistico.
Siamo diventati sterili, futili, superficiali e vuoti. Tutto ciò
che costruiamo nella nostra epoca, è privo di poesia e di contenuti
artistici e di valori veri.
Costruiamo delle case che somigliano a degli alveari. Ogni cosa è
rapportata al massimo profitto, avendo alla base il minimo dei costi
possibili. Siamo diventati talmente avidi e assetati di potere da
non renderci conto di aver perso ciò che prima ci rendeva esseri
pensanti e costruttori di magnificenze.
Mercifichiamo
ogni cosa, compreso noi stessi. Tanto che la vita non ha più alcun
valore morale. In sintesi, abbiamo perso il contatto con la nostra
anima.
Osservando
ciò che hanno saputo costruire i nostri antenati, sembra che invece
di evolverci lungo l’arco di questo tempo abbiamo subito una
involuzione. Questo è stato possibile perchè abbiamo perso il
contatto con la nostra anima.
Mistic.it -
20 - 7 - 2005
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