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Una
buona parte dei mass media di tutto il mondo, ritengono a ragion
veduta che le torri gemelle, sono state fatte saltare da una sezione
occulta della Cia per ordine del governo americano con lo scopo di
creare nell' opinione pubblica un senso di insicurezza, smarrimento
e terrore per giustificare l'attacco all' Iraq, ma soprattutto per
poter dare seguito alla nuova strategia americana per dominare
il mondo, con il pretesto di combattere il terrorismo a livello
mondiale.
Un
giorno un giornalista coraggioso, magari alla fine della carriera e,
della vita, dimostrerà che tale sospetto era pienamente
fondato. Chi è informato sulle strategie e la politica americana
non si meraviglierà più di tanto, dato che gli Usa
hanno fatto cose peggiori proprio in casa loro.
Dovete
sapere che alcuni anni fa, sui giornali di tutto il mondo furono
pubblicati articoli usciti dagli archivi del Pentagono o della Cia,
in cui si affermava che durante i test nucleari, facevano schierare
un gran numero di soldati, prevalentemente Ispanici e di colore,
comunque americani, privi di ogni protezione, per studiare gli
effetti delle radiazioni nucleari sul corpo umano.
E
in altre occasioni, nelle metropolitane di periferia abitate sempre
da non bianchi, furono contaminate con sostanze radianti,
sempre per le medesime ragioni. Quindi come meravigliarsi per l'attacco
all'Iraq nel 1991, seguito da un embargo durato sino al secondo
attacco nel 2003, che causò la morte di quasi 10 milioni di
bambini, e molte decine di migliaia con il secondo attacco, che ha
praticamente raso al suolo quel paese, che ha detto degli esperti
era uno dei più liberali e ricco del Medio Oriente. Tutto questo
solo per prendersi il petrolio e per eliminare un ex alleato
diventato scomodo.
Ebbene
quella guerra non è ancora finita. Tutti i giorni i telegiornali di
tutto il mondo riportano il numero dei morti, quasi tutti Iracheni.
Ma nessun telegiornale da notizia che ogni giorno in quel paese
muoiono 200 bambini per fame e malattie, questo anche perchè
gli americani e gli inglesi non si sono limitati a bombardare
obbiettivi militari come ipocritamente annunciavano i telegiornali
di tutto il mondo, ma hanno soprattutto distrutto le infrastrutture,
tra cui Ospedali, acquedotti, ferrovia, e l'apparato produttivo, e
persino depositi di medicinali, con il preciso scopo di annientare
la popolazione facendola morire di stenti e malattie. E dato le
condizioni in cui versa oggi quel paese, pare che il piano sia
riuscito al 100% ….. altro che guerra di liberazione !! Se è
questa la democrazia americana, i crimini contro l'umanitÃ
sono giochi di società . Almeno è quello che emerge dal
rapporto che segue:
Iraq,
muoiono 200 bambini al giorno - di Nuovi Mondi Media
Il
sistema sanitario iracheno denuncia : duecento bambini muoiono ogni
giorno per le conseguenze della guerra e per l'occupazione
americana.
di Ghali Hassan
In ogni tragedia i bambini sono sempre le prime vittime. E' stato,
ed è tuttora così anche in Iraq dove dopo l'invasione militare, il
sistema sanitario iracheno si è degradato in seguito alla sua
distruzione deliberata da parte dell'amministrazione americana.
Un nuovo studio dettagliato, realizzato da una organizzazione
caritativa con sede in Gran Bretagna (Medact), che esamina l'impatto
della guerra sulla salute, ha rivelato che casi di malattie semplici
da prevenire attraverso la vaccinazione avevano fatto la loro
comparsa e che i soccorsi e i lavori della ricostruzione erano stati
mal gestiti. Gill Reeve, direttore aggiunto di Medact, autore del
rapporto, ha dichiarato: "la salute del popolo iracheno si è
deteriorata dopo l'invasione del 2003 (.)
La
guerra del 2003 non ha soltanto creato le condizioni per il
prosieguo del declino della salute, ma allo stesso tempo ha alterato
la capacità del popolo iracheno di invertire questa
tendenza".
Un secondo rapporto, che dovrebbe apparire di qui a poco, dichiara
che la malnutrizione tra i bambini iracheni di età compresa
tra i sei mesi e i cinque anni è aumentata, passando dal 4% prima
dell'invasione al 7,7% dopo l'invasione dell'Iraq. In altri termini,
malgrado 13 anni di sanzioni, i bambini iracheni vivevano molto
meglio (3,7%) sotto il regime di Saddam Hussein che sotto
l'occupazione.
Il rapporto, diretto dall'Istituto di Studi nazionali applicati (Fafo-Norvegia),
in collaborazione con l'Ufficio Centrale Iracheno di Statistica e
Tecnologia dell'Informazione, e con il Programma di sviluppo delle
Nazioni Unite (UNDP), rivela che circa 400.000 bambini iracheni
soffrono di "perdita di peso" e di "magrezza
estrema"- condizioni che favoriscono la diarrea cronica e
l'insufficienza proteica.
Un rapporto recente dell'Unicef rivela a sua volta che "prima
del 1990 e dell'imposizione delle sanzioni, l'Iraq presentava uno
dei livelli di vita più elevati del Medio Oriente". Oggi,
riporta l'Unicef, "almeno 200 bambini muoiono ogni giorno.
Muoiono di malnutrizione, di assenza di acqua potabile e di
equipaggiamento medico, così come la penuria di medicinali
impedisce di curare malattie facilmente guaribili". Il rapporto
dell'Unicef mostra che la mortalità infantile non è
migliorata dopo l'inizio del conflitto nel 2003, e che il tasso di
mortalità tra i bambini
si è accresciuto.
L'Unicef stima che ci siano circa 6.880 decessi di bambini di meno
di cinque anni ogni anno in Iraq, con un tasso di mortalità
sotto i cinque anni di 125 ogni mille nati vivi. Inoltre, il tasso
di mortalità delle donne irachene durante la gravidanza e al
momento del parto è di circa tre volte di quello che era nel
periodo tra il 1989 e il 2002, secondo uno studio del Fondo della
Popolazione delle Nazioni Unite.
Una delegazione medica dell'American Friends Service Committee ha
valutato che "gli anni delle sanzioni hanno avuto un impatto
particolarmente severo sulle famiglie e i bambini di questo paese,
producendo così una generazione di giovani afflitti dalle malattie,
isolati dal mondo esterno e condannati a nutrire sentimenti di
amarezza e di ingiustizia". Nel suo rapporto, la delegazione fa
anche rimarcare che "le conseguenze delle sanzioni toccano
particolarmente i bambini. Mentre gli adulti possono sopportare
lunghi periodi di difficoltà e privazioni, l'immaturità
psicologica e la vulnerabilità dei bambini fanno che
essi abbiano minore resistenza. Conoscono quindi dei rischi più
elevati e sono meno suscettibili di sopravvivere a penurie
persistenti", di cibo e di cure sanitarie.
Un rapporto meno recente dell'Onu dichiarava che prima della prima
guerra del Golfo "l'Iraq aveva una rete molto sviluppata di
cure sanitarie. I servizi di primo soccorso erano disponibili per il
97% della popolazione urbana e per il 71% della popolazione
rurale". Ciascun cittadino iracheno aveva diritto alla gratuità
dei servizi sanitari dispensati dal governo.
Nel 1991 l'Iraq disponeva
di 1800 centri di pronto soccorso, secondo L'Unicef. In seguito alla
guerra degli Stati Uniti e alle sanzioni questo numero è
precipitato a 929 un decennio più tardi, e tra quelli che restano
in piedi, un terzo ha bisogno di riparazioni serie, e si tratta di
una delle necessità più urgenti attualmente. Le sanzioni e le
guerre contro il popolo iracheno, sostenute dagli Stati Uniti e
dalla Gran Bretagna, hanno ucciso più di due milioni di civili
iracheni, di cui un terzo sono bambini sotto i cinque anni di età .
I sistemi iracheni di cure sanitarie e di insegnamento sono stati
gli obiettivi deliberati di questa distruzione.
Sotto le sanzioni imposte dagli Usa e dalle Nazioni Unite, il
sistema iracheno di cura si è eroso a tutti i livelli. Forniture
mediche vitali, come medicine per la chemioterapia, antibiotici,
vaccini e molte altre sono sia proibite sia ritardate in ragione
della politica del doppio impiego.
Gli
equipaggiamenti medici che l'Iraq aveva l'autorizzazione di
importare sono stati bloccati alla consegna dagli Stati Uniti e
dall'Inghilterra, o sono stati consegnati in maniera quasi sempre
incompleta e di qualità inutilizzabile.
Utilizzando la facciata consueta delle Nazioni Unite, "gli
Stati Uniti hanno impedito l'importazione normale di pezzi di
equipaggiamento indispensabile per più di un decennio",
scriveva Tom Nagy, dell'università George Washington. Nelle
sue inchieste sugli effetti delle sanzioni sull'acqua e sul sistema
sanitario in Iraq, Nagy ha scoperto che gli Stati Uniti
"avevano distrutto intenzionalmente tutto quello che restava
del sistema di distribuzione dell'acqua iracheno nel corso degli
ultimi sei mesi, utilizzando le sanzioni per impedire l'importazione
di una semplice manciata di attrezzature e di sostanze
chimiche" indispensabili per il trattamento dell'acqua.
Durante l'assalto contro Fallujah, le forze americane hanno tagliato
l'acqua e l'elettricità a una città di 300.000
abitanti. I raid aerei americani hanno distrutto degli ospedali e
dei centri sanitari. Gli Stati Uniti si sono impadroniti
dell'Ospedale Generale di Fallujah e ne hanno fatto un ospedale
militare, rifiutando qualsiasi servizio di cura agli abitanti della
città . Il 9 novembre 2004, gli aerei da guerra americani
hanno attaccato l'Ospedale delle Urgenze Nazzal al centro della città ,
e l'hanno completamente distrutto.
Trentacinque
pazienti sono stati uccisi, compresi cinque bambini di meno di dieci
anni. Secondo Amnesty International "20 membri iracheni del
personale medico (medici e infermieri) e decine di altri civili sono
stati uccisi quando un missile ha distrutto una clinica di Fallujah
il 9 novembre". Sono stati sempre dei raid aerei che hanno
distrutto il magazzino di forniture mediche dell'ospedale. La
distruzione di Fallujah è un crimine contro l'umanità .
Attualmente, il numero esatto dei civili uccisi durante l'assalto
americano contro Fallujah non è noto. Secondo un funzionario del
"governo" fantoccio di Allawi, "più di 2085"
iracheni sono stati uccisi. Per attaccare la città , le
forze americane hanno utilizzato armi proibite sul piano
internazionale, come il napalm, armi al fosforo e carburante per
reattori, che fa fondere il corpo umano. Medact ha invitato le forze
americane a ripensare l'uso di queste armi illegali nelle zone
popolate dato l'alto tasso di vittime civili.
Le
forze americane hanno impedito alla sezione irachena della croce
Rossa di entrare nella città allo scopo di fornire viveri e
altro ai cittadini feriti. La Croce Rossa ha definito
"catastrofiche" le condizioni sanitarie di Fallujah e dei
luoghi vicini. Testimoni oculari hanno detto che la maggior parte
delle vittime sono civili, comprese donne, bambini e uomini
disarmati dai 14 ai 60 anni, a cui era stato impedito di lasciare la
città prima dell'assalto americano. Inoltre, numerosi bambini
sono morti di fame, disidratazione e diarrea. Il direttore esecutivo
dell'Unicef, Carol Bellamy, ha dichiarato che la morte di questi
bambini è stato un inverosimile massacro di innocenti".
"Il massacro di bambini è un crimine e un oltraggio
morale" ha aggiunto Bellamy.
Medact dichiara: "La guerra è un disastro pubblico permanente
per la salute e la cosa era prevedibile- di più, avrebbe dovuto
essere prevista". Medact aggiunge che "l'eccesso di morti
e di feriti e il tasso elevato di malattie sono il risultato diretto
e indiretto del conflitto attuale". Sempre secondo Medact
l'Iraq conosce anche un ritorno allarmante di malattie contagiose
fino a poco prima ben controllabili, compreso le infezioni
respiratorie acute, diarrea e tifoide, soprattutto tra i bambini.
Lo studio di Medact denunciava che "una persona su quattro, in
Iraq, era ormai dipendente dall'aiuto alimentare, molti più bambini
erano sotto il loro peso normale o erano cronicamente malnutriti che
prima dell'invasione americana". La quasi scomparsa del
programma di immunizzazione aveva contribuito alla riapparizione
della morte o della malattia nei casi di
malattie facilmente prevedibili e la mortalità infantile
erano aumentate in ragione di una mancanza di accesso ad un aiuto
specialistico a partire dalla nascita, così come in ragione della
violenza, come confermava anche il rapporto del Fafo.
Questo stesso rapporto del Fafo da un'immagine catastrofica
delle cure sanitarie irachene sotto l'occupazione americana.
"Si è ritornati al livello di certi paesi africani" ha
dichiarato all'Associated Press Jon Pederson, vicedirettore
dell'Istituto, la cui sede si trova ad Oslo. "Ovvio, nessun
bambino dovrebbe essere sottoalimentato, ma quando noi accertiamo
livelli del 7 o 8 per cento, è un chiaro segno che c'è
motivo di preoccuparsi", ha aggiunto.
Seguendo l'esempio del rapporto del Fafo, lo studio di Medact
biasima in particolar modo l'occupazione americana per le condizioni
di degrado della sanità irachena, allo stesso modo in cui
biasima la tattica delle forze di occupazione dirette dagli Stati
Uniti per aver esacerbato i problemi della sanità nel paese,
e soprattutto la decisione di allontanare l'Onu.
La
distribuzione debole di elettricità ha fatto che sia divenuto
difficile bollire l'acqua per poterla bere senza pericolo. La
distruzione delle infrastrutture irachene, comprese le fogne e le
installazioni di acqua, ha aggravato il problema e si è tradotta
in un innalzamento delle malattie violente come l'epatite.
Più del 20% dei residenti urbani e il 60% dei residenti rurali non
ha più accesso all'acqua potabile, in seguito alla distruzione
delle infrastrutture irachene. Secondo il rapporto di Medact,
"il 12% degli ospedali iracheni sono stati danneggiati durante
la guerra, e i due più importanti laboratori di medicina del paese
sono stati ugualmente distrutti".
Al
fine di favorire la vendita di beni e di risorse dell'Iraq, gli
Stati hanno dovuto per prima cosa renderli inutilizzabili. Il fatto
di aver colpito deliberatamente, allo scopo di distruggerlo, il
sistema sanitario iracheno, fa parte della conquista illegale
dell'Iraq. L'obiettivo non potrebbe essere più chiaro: la vendita
al ribasso dei beni e delle risorse dell'Iraq alle società
americane. Gli Stati Uniti sono incapaci di fornire a tutti gli
iracheni delle cure sanitarie accettabili e uguali. Le cure
sanitarie negli Stati Uniti sono peggiori che in qualsiasi paese
industrializzato, e le loro statistiche sono spaventose.Gli Stati
Uniti sono uno dei rari paesi al mondo che non forniscono cure
sanitarie universali ai bambini e alle donne incinte.
La mortalità infantile, il basso peso alla nascita e la
mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni sono
particolarmente elevate negli Stati Uniti se le si compara alle
cifre delle nazioni industrializzate occidentali e del Giappone.
Secondo Gill Reeve, di Medact "Bisogna agire immediatamente per
mettere fine a questo disastro della sanità ".
La
migliore soluzione e la più duratura alla catastrofe umanitaria
dell'Iraq sarebbe per gli Stati Uniti di mettere fine alla violenza
contro il popolo iracheno, di ritirare le sue forze dall'Iraq e di
restaurare la sovranità del paese. L'attuale
"governo" ad interim designato dagli Stati Uniti è un
governo privo della minima legittimità . La sovranità
dell'Iraq dovrà essere restaurata al fine di assicurare la
rimessa in piedi, pacificamente, delle infrastrutture e del sistema
sanitario dell'Iraq.
Fonte: http://www.counterpunch.org/hassan12012004.html
Traduzione di Paola Mirenda, Osservatorio Iraq
A cura di http://www.nuovimondimedia.it/
Mistic.it - 3- 2 - 2005
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