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dipinto di Picasso

L'Ammazza Bambini

(In realtà la patologia, per cui viene somministrato il Ritalin non esiste è stata inventata a tavolino da gente priva di scrupoli per giustificare la vendita del farmaco, che da prove di laboratorio effettuate da seri e onesti studiosi, è risultato che danneggia gravemente il cervello e provoca tutti i disturbi che il farmaco dovrebbe curare … suicidio compreso).

Questo farmaco appartiene a quella classe di quei farmaci che hanno lo scopo di distruggere le capacità psichiche dei bambini, in modo che il potere costituito possa controllarli senza problema da adulti. E alla stessa classe di farmaci, appartengono i vaccini. Da un studio è risultato che le malattie tipo la polio sono provocate quasi esclusivamente dal vaccino. Senza elencare tutti i danni che provoca alle persone e alle generazioni future.

Addirittura si è accertato che modificano il DNA e, i nuovi nati sono destinati a soffrire patologie che saranno considerate  rare, di origine genetica, mentre in realtà sono state provocate dai farmaci che ci somministrano dalla nascita ….. ecco perché siete quasi tutti malati e deboli mentalmente. Incapaci di rendervi conto in quali mani vi trovate, e soprattutto incapaci di ribellarvi alle ingiustizie e al male in generale. Se amate i vostri bambini, non vaccinateli, e soprattutto non mandateli all’asilo prima dei 4 anni.

E se siete costretti a mandarceli perché lavorate, siate attente, controllate continuamente il vostro bambino, perché non si può escludere che possano essere trattati con il Ritalin, soprattutto se sono bambini vivaci. Non controllando, inconsapevolmente li condannerete ad essere poco più che dei zombi per il resto della vita. Ma non fermatevi alle mie parole, fate una ricerca personale sia sui vaccini che sul Ritalin, anche se l’articolo che avete letto sopra, segue, dice molto di quanto sia letale il Ritalin. Tanto che è conosciuto con il nome di ammazza bambini.

Il Ritalin, un farmaco a base di metilfenidato, un'anfetamina, sarà di nuovo in commercio (in Italia) su decreto del Ministero della Salute. Servirà a curare il cosiddetto «disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività» (ADHD: Attention Deficit Hyperactivity Disorder), una sindrome che colpisce bambini in età scolare e prescolare, caratterizzata da irrequietezza, difficoltà di concentrazione, sbadataggine, impulsività, svogliatezza, poca disponibilità all'ascolto.

Il metilfenidato, il principio attivo del Ritalin, è stato scoperto da un ricercatore italiano nel 1955. Brevettato dalla Novartis Pharma, una multinazionale svizzera, veniva utilizzato per pazienti psichiatrici depressi e nei casi di epilessia. Nel 1989 è stato messo fuori commercio, perché utilizzato come dimagrante e come psicostimolante da studenti. Fino al marzo dello scorso anno, compariva nella sottotabella I della Tabella n. 7 della Farmacopea, insieme alla cocaina, agli oppiacei, all’eroina e all'Lsd. Da quella data, è passato, per decreto ministeriale, nella sottotabella IV, dove sono presenti le benzodiozepine, ovvero gli psicofarmaci.

All'interrogazione parlamentare con la quale Tiziana Valpiana di Rifondazione Comunista ha chiesto lumi al ministro Sirchia su questa promozione, il sottosegretario alla Salute Antonio Guidi ha risposto che mantenere il Ritalin nel posto originario «avrebbe significato porre un ostacolo all’accesso del farmaco da parte dei giovani pazienti affetti da Adhd». Per quanto riguarda i pericolosi effetti che tale stupefacente può avere su un organismo in età evolutiva, Guidi ha assicurato che il farmaco si potrà ottenere solo con una ricetta speciale.

In America e in Inghilterra si fa largo uso di questo medicinale da vari anni. In particolare, negli Stati Uniti dai quattro ai sei milioni di bambini «iperattivi», dai tre anni di età, vengono trattati con il Ritalin, che è stato soprannominato la "cocaina dei bimbi" o anche "la pillola dell'obbedienza". Riguardo al Ritalin, la Food and Drug Administration dice: «un uso abusivo può indurre una marcata assuefazione e dipendenza psichica con vari gradi di comportamento anormale».

«Si tratta di uno psicofarmaco e, come tale, può dare simili effetti» risponde un medico della Novartis, che preferisce rimanere anonimo. Nella scheda c'è scritto anche: «Si richiede un'attenta sorveglianza anche dopo la sospensione del prodotto poiché si possono rilevare grave depressione e iperattività cronica».

In pratica il farmaco provoca gli stessi effetti che dovrebbe curare. «È una cosa che avviene per molti farmaci», continua il medico. Quello che conta, aggiunge, è che il Ritalin «ha un'incredibile efficacia nella patologia dell'Adhd, come dimostra un’impressionante mole di dati scientifici».

Ma che dire degli effetti collaterali?

La «Guida all'uso dei farmaci peri bambini», distribuita dal Ministero della Salute, Direzione generale dei farmaci, parla di: «cambiamenti di pressione sanguigna, angina pectoris, perdita di peso, psicosi tossica, possibilità di suicidio durante la fase di astinenza». «I farmaci fanno male, è una cosa risaputa», chiarisce Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, «l'importante è non abusarne».

Specie quando si tratta di curare una malattia che, per ammissione degli stessi psichiatri, è ancora misteriosa: «Ci sono molti dubbi che la cosiddetta sindrome dell'ADHD esista - dice Enrico Nonnis, neuropsichiatria infantile della Asl Rm E - ammesso e non concesso, coinvolge, comunque, un numero di soggetti molto inferiore a quanto si vuol far credere.

È una patologia non chiara anche perché chi soffre di iperattività presenta altre categorie diagnostiche sintomatologiche come la depressione, i disturbi ossessivo-compulsivi, i disturbi dell?apprendimento e del linguaggio, ansia e disordini dell’umore. Tutti sintomi per i quali il Ritalin non sarebbe indicato».

Una ricerca di tipo epidemiologico volta ad individuare l’incidenza di disturbi mentali nei ragazzi dagli 11 ai 14 anni, partita nel novembre del 2002 e appena conclusa, ha evidenziato che meno del 2 per cento della popolazione preadolescente soffre di ADHD. «Il problema è molto meno frequente di quanto si ipotizzasse» ammettono i ricercatori dell'Istituto di Neuropsichiatria infantile Eugenio Medea di Lecco, uno dei futuri Centri d'Eccellenza, che ha promosso la ricerca autorizzata dall'Istituto superiore della Sanità e finanziata dal Ministero della Salute.

«Si tratta di un’operazione un po' commerciale e un po' politica», avverte Nonnis, «si perpetua una cultura e si mantiene un'abitudine che è quella di ricorrere al farmaco come unica possibilità di cura, una specie di deus ex-machina». A tutto vantaggio delle multinazionali farmaceutiche, che hanno tutto l'interesse a creare sempre più farmaco-dipendenti, fin dalla più tenera età...

 
 

Mistic.it - 20 - 7 - 2005

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