(In realtà la
patologia, per cui viene somministrato il Ritalin non esiste è
stata inventata a tavolino da gente priva di scrupoli per
giustificare la vendita del farmaco, che da prove di laboratorio
effettuate da seri e onesti studiosi, è risultato che danneggia
gravemente il cervello e provoca tutti i disturbi che il farmaco
dovrebbe curare … suicidio compreso).
Questo farmaco
appartiene a quella classe di quei farmaci che hanno lo scopo
di distruggere le capacità psichiche dei bambini, in modo che
il potere costituito possa controllarli senza problema da
adulti. E alla stessa classe di farmaci, appartengono i
vaccini. Da un studio è risultato che le malattie tipo la
polio sono provocate quasi esclusivamente dal vaccino. Senza
elencare tutti i danni che provoca alle persone e alle
generazioni future.
Addirittura si
è accertato che modificano il DNA e, i nuovi nati sono
destinati a soffrire patologie che saranno considerate
rare, di origine genetica, mentre in realtà sono state
provocate dai farmaci che ci somministrano dalla nascita …..
ecco perché siete quasi tutti malati e deboli mentalmente.
Incapaci di rendervi conto in quali mani vi trovate, e
soprattutto incapaci di ribellarvi alle ingiustizie e al male
in generale. Se amate i vostri bambini, non vaccinateli, e
soprattutto non mandateli all’asilo prima dei 4 anni.
E se siete
costretti a mandarceli perché lavorate, siate attente,
controllate continuamente il vostro bambino, perché non si può
escludere che possano essere trattati con il Ritalin,
soprattutto se sono bambini vivaci. Non controllando,
inconsapevolmente li condannerete ad essere poco più che dei
zombi per il resto della vita. Ma non fermatevi alle mie
parole, fate una ricerca personale sia sui vaccini che sul
Ritalin, anche se l’articolo che avete letto sopra, segue,
dice molto di quanto sia letale il Ritalin. Tanto che è
conosciuto con il nome di ammazza bambini.
Il Ritalin, un
farmaco a base di metilfenidato, un'anfetamina, sarà di nuovo
in commercio (in Italia) su decreto del Ministero della Salute.
Servirà a curare il cosiddetto «disturbo da deficit
dell'attenzione con iperattività» (ADHD: Attention Deficit
Hyperactivity Disorder), una sindrome che colpisce bambini in età
scolare e prescolare, caratterizzata da irrequietezza, difficoltà
di concentrazione, sbadataggine, impulsività, svogliatezza,
poca disponibilità all'ascolto.
Il metilfenidato,
il principio attivo del Ritalin, è stato scoperto da un
ricercatore italiano nel 1955. Brevettato dalla Novartis Pharma,
una multinazionale svizzera, veniva utilizzato per pazienti
psichiatrici depressi e nei casi di epilessia. Nel 1989 è stato
messo fuori commercio, perché utilizzato come dimagrante e come
psicostimolante da studenti. Fino al marzo dello scorso anno,
compariva nella sottotabella I della Tabella n. 7 della
Farmacopea, insieme alla cocaina, agli oppiacei, all’eroina e
all'Lsd. Da quella data, è passato, per decreto ministeriale,
nella sottotabella IV, dove sono presenti le benzodiozepine,
ovvero gli psicofarmaci.
All'interrogazione parlamentare con la quale Tiziana Valpiana di
Rifondazione Comunista ha chiesto lumi al ministro Sirchia su
questa promozione, il sottosegretario alla Salute Antonio Guidi
ha risposto che mantenere il Ritalin nel posto originario «avrebbe
significato porre un ostacolo all’accesso del farmaco da parte
dei giovani pazienti affetti da Adhd». Per quanto riguarda i
pericolosi effetti che tale stupefacente può avere su un
organismo in età evolutiva, Guidi ha assicurato che il farmaco
si potrà ottenere solo con una ricetta speciale.
In America e in Inghilterra si fa largo uso di questo medicinale
da vari anni. In particolare, negli Stati Uniti dai quattro ai
sei milioni di bambini «iperattivi», dai tre anni di età,
vengono trattati con il Ritalin, che è stato soprannominato la
"cocaina dei bimbi" o anche "la pillola
dell'obbedienza". Riguardo al Ritalin, la Food and Drug
Administration dice: «un uso abusivo può indurre una marcata
assuefazione e dipendenza psichica con vari gradi di
comportamento anormale».
«Si tratta di
uno psicofarmaco e, come tale, può dare simili effetti»
risponde un medico della Novartis, che preferisce rimanere
anonimo. Nella scheda c'è scritto anche: «Si richiede
un'attenta sorveglianza anche dopo la sospensione del prodotto
poiché si possono rilevare grave depressione e iperattività
cronica».
In pratica il farmaco provoca gli stessi effetti che dovrebbe
curare. «È una cosa che avviene per molti farmaci», continua
il medico. Quello che conta, aggiunge, è che il Ritalin «ha un'incredibile efficacia nella patologia
dell'Adhd, come
dimostra un’impressionante mole di dati scientifici».
Ma che dire degli effetti collaterali?
La «Guida all'uso dei farmaci peri bambini», distribuita dal
Ministero della Salute, Direzione generale dei farmaci, parla
di: «cambiamenti di pressione sanguigna, angina pectoris,
perdita di peso, psicosi tossica, possibilità di suicidio
durante la fase di astinenza». «I farmaci fanno male, è una
cosa risaputa», chiarisce Stefano Vella, direttore del
Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, «l'importante
è non abusarne».
Specie quando si tratta di curare una malattia che, per
ammissione degli stessi psichiatri, è ancora misteriosa: «Ci
sono molti dubbi che la cosiddetta sindrome dell'ADHD esista -
dice Enrico Nonnis, neuropsichiatria infantile della Asl Rm E -
ammesso e non concesso, coinvolge, comunque, un numero di
soggetti molto inferiore a quanto si vuol far credere.
È una patologia
non chiara anche perché chi soffre di iperattività presenta
altre categorie diagnostiche sintomatologiche come la
depressione, i disturbi ossessivo-compulsivi, i disturbi dell?apprendimento
e del linguaggio, ansia e disordini dell’umore. Tutti sintomi
per i quali il Ritalin non sarebbe indicato».
Una ricerca di tipo epidemiologico volta ad individuare
l’incidenza di disturbi mentali nei ragazzi dagli 11 ai 14
anni, partita nel novembre del 2002 e appena conclusa, ha
evidenziato che meno del 2 per cento della popolazione
preadolescente soffre di ADHD. «Il problema è molto meno
frequente di quanto si ipotizzasse» ammettono i ricercatori
dell'Istituto di Neuropsichiatria infantile Eugenio Medea di
Lecco, uno dei futuri Centri d'Eccellenza, che ha promosso la
ricerca autorizzata dall'Istituto superiore della Sanità e
finanziata dal Ministero della Salute.
«Si tratta di un’operazione un po' commerciale e un po'
politica», avverte Nonnis, «si perpetua una cultura e si
mantiene un'abitudine che è quella di ricorrere al farmaco come
unica possibilità di cura, una specie di deus ex-machina». A
tutto vantaggio delle multinazionali farmaceutiche, che hanno
tutto l'interesse a creare sempre più farmaco-dipendenti, fin
dalla più tenera età...
Mistic.it -
20 - 7 - 2005
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