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Per ripercorrere tutta la
vicenda e in particolare la storia del "terzo segreto"
rivelato a quei piccoli dalla Madonna è essenziale iniziare raccontando
quanto era accaduto 71 anni prima a La Salette e che aveva visto come
testimoni del mistero i piccoli Massimino e Melania, pure loro poveri
pastorelli. E' il
19 settembre del 1846. I bambini Massimino e Melania stanno pascolando
le pecore a La Salette, in Francia. Delle luci attirano la loro
attenzione finché appare una "bella Signora" che dirà di
essere la Madonna e darà loro un messaggio da far conoscere al mondo.
Riporto il testo del messaggio.
MESSAGGIO
DI LA SALETTE
Se
il Mio popolo non vuole sottomettersi sarò obbligata a lasciare libera
la mano di Mio Figlio... Da quanto tempo sto soffrendo per tutti... Se
il raccolto si rovina, la colpa è solo vostra. Se avete del grano, non
dovete seminarlo. Tutto quello che seminerete sarà mangiato dagli
animali e quello che nascerà cadrà in polvere quando sarà battuto. Ci
sarà una grande fame. Prima che la fame venga, i bambini al di sotto
dei sette anni saranno presi da tremiti e morranno nelle mani di quelli
che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la fame.
Melania,
quanto ti dirò adesso, non sarà segreto. Ma dovrà essere pubblicato
nel 1858. I preti, ministri del Mio Figlio, per la loro vita malvagia,
per la loro irriverenza, per la loro empietà nel celebrare i Santi
Misteri; per l'amore del denaro, dell'onore e dei piaceri, sono
diventati delle cloache di impurità. I preti domandano vendetta e la
vendetta è sospesa sulle loro teste. Guai ai preti e alle persone
consacrate a Dio che per la loro infedeltà e per la loro vita malvagia
crocifiggono di nuovo Mio Figlio. I peccati di coloro che sono
consacrati a Dio gridano verso il cielo e chiamano vendetta. Ed ecco che
la vendetta è alle loro porte. Perché‚ non c'è più nessuno che
implori misericordia e perdono per il popolo; non ci sono più anime
generose; non c'è più nessuno degno di offrire la vittima senza
macchia all'Eterno in favore del mondo.
Dio è
sul punto di punire in modo esemplare. Guai agli abitanti della Terra.
Dio si alleggerirà della sua collera e nessuno potrà sottrarsi a tanti
mali riuniti... Dio permetterà all'antico serpente di mettere la
divisione tra i regnanti. In ogni società ed in ogni famiglia si
soffriranno pene fisiche e morali. Dio abbandonerà gli uomini a loro
stessi ed invierà dei castighi che si succederanno per più di
trentacinque anni.
La
società è alla vigilia di terribili flagelli e di grandi avvenimenti.
Ci si deve attendere di essere governati da una verga di ferro e di bere
il calice della collera di Dio. L'Italia sarà punita per le sue
ambizioni. Perché‚ vuole liberarsi dal giogo del Signore dei signori.
Così essa sarà portata alla guerra. Il sangue scorrerà da tutte le
parti; le chiese chiuse o profanate. I preti e i religiosi saranno
cacciati e fatti morire di morte crudele.
Che il
papa si guardi dagli edificatori di miracoli, poiché‚ è venuto il
tempo che i prodigi più sorprendenti si manifesteranno sulla Terra e
nell'aria. Nell'anno 1864 Lucifero sarà slegato dall'inferno assieme a
un grande numero di demoni. Essi aboliranno, a poco a poco, la fede
anche nelle persone consacrate a Dio. E le accecheranno in maniera tale
che, a meno di una grazia particolare, essi prenderanno lo spirito di
angeli cattivi. Numerosi ordini religiosi abbandoneranno interamente la
fede e perderanno molte anime.
I
cattivi libri abbonderanno sulla Terra e gli spiriti delle tenebre
spanderanno dappertutto una malavoglia generale per tutto quanto
riguarda il servizio di Dio. Questi spiriti avranno un grandissimo
potere sulla natura. Ci saranno delle chiese per servirli... Guai ai
principi della Chiesa che non si saranno occupati che a intessere
ricchezze su ricchezze, a salvare la loro autorità e a dominare con
orgoglio. Il Vicario di Mio Figlio avrà molto a soffrire perché‚ in
quel tempo la Chiesa sarà perseguitata. Sarà il tempo delle tenebre e
la Chiesa subirà una crisi terribile.
Siccome
la fede in Dio sarà abolita, ogni individuo vorrà giudicare da sé‚
ed essere superiore ai suoi simili. Si abolirà il potere civile ed
ecclesiastico; ogni ordine e ogni giustizia saranno calpestati. Non si
vedranno che omicidi, odio, gelosie, menzogne, discordia, mancanza di
amore... Il Papa soffrirà molto. Io sarò con lui fino alla fine per
ricevere il suo sacrificio. I malvagi attenteranno più volte alla sua
vita senza poter nuocere ai suoi giorni. Ma né lui, né il suo
successore vedranno il trionfo della Chiesa di Dio... La Francia,
l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra saranno in guerra. Il sangue scorrerà
sulle strade.
In
seguito ci sarà una guerra generale (prima guerra mondiale, ndA), che
sarà spaventosa. Per un tempo Dio non si ricorderà più della Francia
né dell'Italia perché il Vangelo di Cristo non sarà più conosciuto.
I cattivi spiegheranno tutta la loro malizia; ci si ucciderà fin dentro
le abitazioni... Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita. Molte
grandi città saranno scosse ed inghiottite dai terremoti. Roma sparirà
(molte profezie assicurano che Parigi e Roma saranno distrutte, ndA) e
il fuoco cadrà dal cielo e distruggerà tre città. Tutto si crederà
perduto e non si vedranno che omicidi; non si sentirà che rumori di
armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto. Le loro preghiere, le loro
penitenze e le loro lacrime saliranno fino al cielo. E tutto il popolo
di Dio chiederà perdono e misericordia e domanderà il Mio aiuto e la
Mia intercessione. In quel tempo si farà la pace... Questa pace però
non sarà lunga...
Un
precursore dell'Anticristo (avvento di Hitler e scoppio della seconda
guerra mondiale, ndA), con le sue legioni, combatterà contro il vero
Cristo, il solo Salvatore del mondo: verserà molto sangue, e vorrà
annientare il culto del vero Dio, per essere lui guardato come un dio.
La Terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe; ci saranno guerre fino a
che verrà l'ultima (la terza guerra mondiale, ndA), che sarà voluta
dai dieci re (la bestia con dieci corna dell'Apocalisse di Giovanni, ndA)
dell'Anticristo. Questi re avranno tutti uno stesso fine e saranno i
soli a governare il mondo... Prima che ciò avvenga, ci sarà nel mondo
una falsa pace; non si penserà che a divertirsi (sembra la descrizione
dei nostri tempi, ndA)...
La
natura domanda vendetta per gli uomini ed essa freme di spavento per
quello che dovrà accadere alla Terra imbrattata di crimini. Trema Terra
e tremate voi che professate di servire Gesù Cristo, ma che nel vostro
interno non adorate che voi stessi. Tremate, poiché‚ Dio vi consegnerà
al Suo nemico perché i luoghi santi sono divenuti corrotti e molti
conventi non sono più la Sua dimora ma i pascoli di Asmodeo e dei suoi.
Sarà durante quel tempo che l'Anticristo nascerà. Sua madre sarà una
religiosa, falsa vergine, che comunicherà col vecchio serpente (il
diavolo)...
Le
stagioni saranno cambiate; la Terra non produrrà che cattivi frutti;
gli astri perderanno il loro movimento regolare, la Luna non rifletterà
più che una pallida luce rossastra; l'acqua e il fuoco daranno alla
Terra un movimento convulso e degli orribili terremoti distruggeranno
tutto... Roma perderà la fede e diventerà il seggio dell'Anticristo. I
demoni dell'aria, con l'Anticristo, faranno dei grandi prodigi sulla
Terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre di più...
Guai
agli abitanti della Terra. Ci saranno guerre sanguinose, fame, peste e
malattie contagiose. Ci saranno piogge e tempeste spaventose... tuoni
che scuoteranno le città, terremoti che inghiottiranno nazioni... Ecco
il re dei re delle tenebre. Ecco la bestia con i suoi seguaci, che si
dice "Salvatore del mondo". Si eleverà con orgoglio nell'aria
per andare fino al cielo ma sarà soffocata dal soffio di Michele
Arcangelo. Il re delle tenebre cadrà; e la Terra... aprirà il suo seno
pieno di fuoco ed egli sarà tuffato, per sempre, con i suoi, nella
voragine eterna dell'inferno. Allora l'acqua e il fuoco purificheranno
la Terra e consumeranno tutte le opere create dall'orgoglio dell'uomo e
tutto sarà rinnovato. Figli
Miei, voi farete conoscere questo a tutto il Mio popolo>>. Il
Vaticano tacque e nascose il messaggio.
LE
APPARIZIONI DI FATIMA
Dopo 71
anni la Vergine riappare a Fatima, in un piccolo villaggio del
Portogallo, sempre a dei bambini. Vediamo i fatti. Tutto ha inizio
domenica 13 maggio 1917. I pastorelli e fratelli Francesco e Giacinta
Marto, assieme alla loro cuginetta Lucia dos Santos, sono a pascolare le
pecore in un podere, Cova da Irìa, poco distante da Fatima.
Improvvisamente si susseguono dei lampi accecanti e, davanti agli occhi
dei tre ragazzi, appare una giovanetta.
Ecco
la descrizione che ne daranno al parroco del paese:
Era
una persona di apparenza femminile, molto bella, circonfusa di una luce
abbagliante. Alta circa un metro e dieci, mostrava un'età compresa fra
12 e 15 anni. Indossava una gonna stretta, un corpetto e un manto o
cappa. Le vesti erano bianche, ma la gonna ed il manto presentavano una
variegatura di fili dorati che, intersecandosi, creavano una sorta di
-reticolo-.
Il
corpetto aveva due o tre strisce ai polsi. Sul capo portava qualcosa che
le nascondeva i capelli e gli orecchi. Gli occhi erano neri. Aveva dei
cerchietti ai lati del collo e un globo luminoso nella mano sinistra
tenuta all'altezza della vita. Arrivava dall'alto e scompariva poco a
poco in senso inverso...>>.
In
seguito, la Signora dirà di essere la Madonna e affiderà loro dei
messaggi profetici. I primi due, tra l'altro, riguardano l'annuncio che
la prima guerra mondiale sta per finire, ma che ne scoppierà un'altra,
<<durante il regno del prossimo pontefice (Pio XI, 1922-1939) ne
comincerà un'altra peggiore>>. Il 31 agosto 1941, ventiquattro
anni dopo i fatti di Fatima, la stessa Lucia parlò, per la prima volta,
del messaggio ricevuto dalla Madonna e disse che esso era diviso in tre
parti; nel "terzo Memoriale>" di suor Lucia è, appunto,
scritto: <<Il Segreto comprende tre cose distinte ed io ne svelerò
due.
LE
DUE PARTI RIVELATE DEL MESSAGGIO:
Avete
visto l’inferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per
salvarle il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore
Immacolato. Se si farà quello che dirò, molte anime si salveranno e vi
sarà la pace. La guerra sta per finire, ma se non cessano di offendere
il Signore, nel regno di Pio XI ne incomincerà un’altra peggiore.
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate
che quello è il segno che vi dà Iddio che prossima è la punizione del
mondo per i tanti suoi delitti mediante la guerra, la fame, la
persecuzione contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire ciò
verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato
e la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si darà
ascolto alle mie domande, la Russia si convertirà e si avrà la pace.
Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e
persecuzioni contro la Chiesa; molti buoni saranno martorizzati, il
Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate...
(qui inizia il terzo Segreto)...". Lucia
ribadirà: <<per il momento non mi è permesso di rivelarlo.
L’ATTO
DI CONSACRAZIONE DEL MONDO AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA
La
rivista ciellina "Trentagiorni" riassume le tribolazioni
relative alla vicenda della consacrazione della Russia "che fu
fatta da Pio XII nel 1942 e nel 1952, ma non <<come la Madonna
l’aveva chiesta>>; cioè il Papa la fece da solo e non
<<in unione con tutti i vescovi del mondo>>. Anche Papa
Wojtyla fece (nel 1982 e nel 1983) due consacrazioni ritenute da suor
Lucia non rispondenti. Valida è solo quella del 25 marzo 1984, compiuta
dopo aver scritto a tutti i vescovi perché si unissero all’atto. Tra
i devoti di Fatima è guerra aperta: i moderati da tempo lodano il Papa
per l’atto compiuto nel 1984, i radicali... sostengono che neanche
quell’ultima consacrazione è valida perché il Papa non nominò
espressamente la Russia" ("Corriere della Sera", 6 marzo
1990).
E’
ben risaputo che i fatti profetizzati dalle prime due parti del
messaggio si sono avverati. Il C.S.R.C. di Prato (M. Innocenti Risaliti,
R. Morganti, R. Ricasoli), sul "Giornale dei Misteri" n. 180,
al proposito, commenta:
"Quanto
preconizzato dalla Vergine a Fatima si realizzò in modo a dir poco
inquietante... La fine della prima guerra mondiale, che all’epoca
delle apparizioni imperversava, avvenne 16 mesi dopo, cioè nel novembre
1918. L’inizio della seconda guerra mondiale avvenne, invece,
ufficialmente nel settembre del 1939 e perciò sotto il papato di Pio
XII e non di Pio XI, morto nel febbraio di quello stesso anno; comunque
se si considera l’occupazione dell’Austria da parte della Germania
nel marzo del 1938 come il prologo della guerra, si può ritenere valida
la profezia. A tal proposito suor Lucia è convinta che la Vergine nominò
esattamente il nome del papa Pio XI (eletto nel 1922), mentre,
ricordiamo, all’epoca delle apparizioni era papa Benedetto XV. La
notte illuminata dalla <<luce sconosciuta>> fu quella dal 25
al 26 Gennaio 1938. Per essa gli astronomi parlarono di una aurora
boreale ma il fenomeno, mai ben chiarito, sarebbe stato (a detta di suor
Lucia) di <<natura soprannaturale>>. Con la guerra vennero
pure la fame e le persecuzioni contro la Chiesa (nella Germania nazista,
nella Russia sovietica, nella Spagna repubblicana, nel Messico
anticlericale, ecc.)...".
Il 31
ottobre 1942, Pio XII celebrò l’atto di consacrazione del mondo al
Cuore Immacolato di Maria. Nel 1943 Lucia Santos, che era diventata
monaca di clausura, stette molto male e, su consiglio del vescovo di
Leira, scrisse quella parte del messaggio ricevuto dalla Vergine e noto
come terzo segreto di Fatima, e lo sigillò. Solo alcuni anni dopo e cioè
il 16 aprile del 1957 il plico sigillato arrivò in Vaticano. Pio XII
non lo aprì ma vi appose la scritta "Secretum Sancti Officii".
Il
plico fu fatto pervenire, ancora sigillato, a Giovanni XXIII, tramite il
cardinale Ottaviani, che presenziò all'apertura del documento nel 1959
e poi, l'11 febbraio del 1967, ai festeggiamenti dell'anniversario delle
apparizioni, narrò quel che accadde in quel frangente: <<Il papa
aprì e lesse. E benché‚ il testo fosse scritto in portoghese, mi ha
detto in seguito di averlo capito tutto. Poi ha rimesso lui stesso il
segreto in un altro plico, lo ha sigillato e lo ha deposto in uno di
quegli archivi che sono come un pozzo profondo, nero, nero, che
accolgono nel loro fondo i documenti, per cui nessuno può più
vederli...>>.
Paolo
VI cercò e trovò il documento, ma, anche lui, dopo averlo letto, ne fu
molto spaventato e lo rinascose. Papa Wojtyla lesse anche il messaggio
e, come i suoi predecessori, non se la sentì di divulgarlo. Grazie ad
indiscrezioni diplomatiche, perché Paolo VI aveva fatto pervenire una
parte del messaggio ai capi di stato di Washington, Londra e Mosca, un
presunto estratto del terzo segreto, o quello che si ritiene tale, fu
pubblicato a firma di L. Heinrich da un giornale di Stoccarda il 15
ottobre 1963. Ecco quanto pubblicò il "Neves Europa".
IL
PRESUNTO TERZO SEGRETO DI FATIMA
Non
aver timore, cara piccola. Sono la Madre di Dio, che ti parla e ti
domanda di rendere pubblico il presente Messaggio per il mondo intero.
Ciò facendo, incontrerai forti resistenze. Ascolta bene e fai
attenzione a quello che ti dico:
Gli
uomini devono correggersi. Con umili suppliche, devono chiedere perdono
dei peccati commessi e che potessero commettere. Tu desideri che Io ti
dia un segno, affinché‚ ognuno accetti le Mie Parole che dico per
mezzo tuo, al genere umano. Hai visto il Prodigio del Sole, e tutti,
credenti, miscredenti, contadini, cittadini, sapienti, giornalisti,
laici, sacerdoti, tutti lo hanno veduto. Ed ora proclama a Mio nome:
Un
grande castigo cadrà sull'intero genere umano, non oggi, né‚ domani,
ma nella seconda metà del Secolo XX. Lo avevo già rivelato ai bambini
Melania e Massimino, a "La Salette", ed oggi lo ripeto a te,
perché‚ il genere umano ha peccato e calpestato il Dono che avevo
fatto. In nessuna parte del mondo vi è ordine, e satana regna sui più
alti posti, determinando l'andamento delle cose. Egli effettivamente
riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa; egli riuscirà
a sedurre gli spiriti dei grandi scienziati che inventano le armi, con
le quali sarà possibile distruggere in pochi minuti gran parte
dell'umanità.
Avrà
in potere i potenti che governano i popoli, e li aizzerà a fabbricare
enormi quantità di quelle armi. E, se l'umanità non dovesse opporvisi,
sarò obbligata a lasciar libero il braccio di Mio Figlio. Allora vedrai
che Iddio castigherà gli uomini con maggior severità che non abbia
fatto con il diluvio. Verrà il tempo dei tempi e la fine di tutte le
fini, se l'umanità non si convertirà; e se tutto dovesse restare come
ora, o peggio, dovesse maggiormente aggravarsi, i grandi e i potenti
periranno insieme ai piccoli e ai deboli.
Anche
per la Chiesa, verrà il tempo delle sue più grandi prove. Cardinali,
si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo
alle loro file, e a Roma vi saranno cambiamenti. Ciò che è putrido
cadrà, e ciò che cadrà, più non si alzerà. La Chiesa sarà
offuscata, e il mondo sconvolto dal terrore. Tempo verrà che nessun Re,
Imperatore, Cardinale o Vescovo, aspetterà Colui che tuttavia verrà,
ma per punire secondo i disegni del Padre mio.
Una
grande guerra si scatenerà nella seconda metà del XX secolo (è il
terzo conflitto mondiale, ndA). Fuoco e fumo cadranno dal Cielo, le
acque degli oceani diverranno vapori, e la schiuma si innalzerà
sconvolgendo e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno
di ora in ora, coloro che resteranno in vita, invidieranno i morti. Da
qualunque parte si volgerà lo sguardo, sarà angoscia, miseria, rovine
in tutti i paesi. Vedi? Il tempo si avvicina sempre più, e l'abisso si
allarga senza speranza. I buoni periranno assieme ai cattivi, i grandi
con i piccoli, i Principi della Chiesa con i loro fedeli, e i regnanti
con i loro popoli.
Vi sarà
morte ovunque a causa degli errori commessi dagli insensati e dai
partigiani di satana il quale allora, e solamente allora, regnerà sul
mondo, in ultimo, allorquando quelli che sopravviveranno ad ogni evento,
saranno ancora in vita, proclameranno nuovamente Iddio e la Sua Gloria,
e Lo serviranno come un tempo, quando il mondo non era così pervertito.
Va,
piccola mia, e proclamalo. Io a tal fine, sarò sempre al tuo fianco per
aiutarti>>.
Lo
stesso giornale precisava, pure, che quanto pubblicato non era che
l'estratto diffuso, da Paolo VI, "quale fedele ma pallido riflesso
del temibile segreto custodito in Vaticano". C’è da dire ancora
che mai si è avuta una smentita o una conferma che si trattasse
dell’autentico "segreto".
CONSIDERAZIONI
SUL MISTERO DI FATIMA
I
fatti, che ebbero inizio nel 1917 nel piccolo podere di Cova da Irìa,
nel villaggio di Fatima, in Portogallo, furono col tempo interpretati
nei modi più cervellotici. Vennero, addirittura, anche negati o
spiegati come un imbroglio o come un caso di suggestione collettiva. Non
credo sia possibile negare gli eventi, che accompagnarono le apparizioni
e le relative profezie di Fatima, già avveratesi come: la morte vicina
di Giacinta e Francesco, la fine imminente della prima guerra mondiale,
lo scoppio del secondo conflitto mondiale ecc.
In
questo contesto è indiscutibile l'importanza che assume quella parte
delle profezie, ancora non avveratesi, conosciuta come terzo segreto. Se
non fu messinscena, il segreto di Fatima diventa per davvero una
minaccia tremenda per tutta l'umanità. Vediamo ora più da vicino, per
sapere quanta credibilità dare ai fatti narrati dai tre pastorelli, il
prodigio più eclatante che si verificò, a coronamento dei messaggi
della Madonna, che fu quello del sole.
Prodigio
visto da diverse migliaia di persone e inspiegato ed inspiegabile dalla
scienza. L'ipotesi di suggestione collettiva, ad una analisi attenta dei
fatti, non può assolutamente reggere. Innanzitutto, alla data del
miracolo annunziato per l'ultima apparizione, quella del 13 ottobre, si
recarono nel piccolo podere non solamente ferventi credenti e vecchiette
ingenue, ma anche uomini di scienza, giornalisti, politici,
professionisti vari e moltissimi scettici.
Alcuni
di loro col dichiarato intento di scoprire l'inganno e di chiudere, così,
una volta per tutte, l'intera faccenda. Il prodigio che lì accadde, a
mezzogiorno, fu visto da tutti e lasciò più sgomenti gli scettici.
Infine, e questo liquida definitivamente la questione
dell’allucinazione collettiva o di un inganno, il prodigio del sole fu
visto, pure, a molti chilometri di distanza da Cova da Irìa. Vediamo, a
questo punto, che cosa accadde quel lontano e piovoso 13 ottobre del
1917, davanti a quasi sessantamila persone.
IL
PRODIGIO DEL SOLE
Il
professore L. Gonzaga Da Fonseca racconta nel suo libro "Le
meraviglie di Fatima" il prodigio del sole:
"La pioggia cessa
immediatamente, le nubi si squarciano e appare il disco solare, come una
luna d'argento, poi gira vorticosamente su se stesso simile ad una ruota
di fuoco, proiettando in ogni direzione fasci di luce gialla, verde,
rossa, azzurra, viola... che colorano fantasticamente le nubi del cielo,
gli alberi, le rocce, la terra, la folla immensa.
Si
ferma, poi, alcuni momenti, poi ricomincia di nuovo la sua danza di
luce... Si arresta ancora per incominciare una terza volta più
svariato, più colorito, più brillante quel fuoco di artificio. La
moltitudine estatica, senza fiatare, contempla. Ad un tratto tutti hanno
la sensazione che il sole si stacchi dal firmamento e si precipiti su di
loro! Un grido unico, immenso erompe da ogni petto; esso traduce il
terrore di tutti, e nelle varie esclamazioni esprime i diversi
sentimenti: Miracolo! Miracolo! Credo in Dio! Ave Maria! Mio Dio,
misericordia!...
I più,
cadendo ginocchioni nel fango, recitano ad alta voce l'atto di
contrizione. E questo spettacolo, chiaramente distinto in tre tempi,
dura ben 10 minuti ed è veduto da più di 50mila persone; credenti e
miscredenti, semplici contadini e cittadini colti, uomini di scienza e
corrispondenti di giornali, i quali tutti senza preparazione di sorta,
senza altra suggestione che la voce di una fanciulla che grida: Guardate
il sole!, vedono gli stessi fenomeni, con le stesse fasi, nello stesso
tempo, nel giorno e nell'ora da mesi promessi e preannunziati".
Un
evento incredibile e inspiegabile raccontato, anche, da indiscutibili
uomini di scienza come il professor Josè Maria Proenca de Almeida
Garret, docente all'università di Coimbra. Egli scrive:
"Il
sole... aveva rotto radioso il denso strato di nubi che lo velava, e
tutti gli sguardi furono attratti a lui quasi attirati da calamita.
Anch'io provai a fissarlo e lo vidi somigliante a un disco a netti
contorni, fulgente ma senza barbaglio.
Non mi
sembrò esatto il confronto che sentii fare lì stesso a Fatima, di un
disco di argento appannato. No, il suo aspetto era di un chiarore nitido
e cangiante da sembrare l'oriente di una perla. Non somigliava affatto
alla luna in una notte serena: si aveva la sensazione come di un astro
vivente. A differenza della luna non era sferico e non ne aveva né il
colore né i chiaroscuri. Appariva come un disco piatto e lucido che si
sarebbe detto ricavato dalle valve di una conchiglia.
Non si
poteva nemmeno confondere col sole attraverso la nebbia, di cui non
c'era traccia, poiché‚ non era né confuso né velato, bensì aveva
il bordo nettissimo. Questo bordo, vivo e sfolgorante, dette a numerosi
testimoni l'impressione che l'astro fosse circondato da una scintillante
corona... Le nubi che leggere correvano da est verso ovest non
nascondevano la luce dell'astro, cosicché‚ si aveva l'impressione che
esse passassero dietro il sole e non davanti...
E'
sorprendente che per un tempo così lungo sia stato possibile fissare
l'astro senza il minimo fastidio per gli occhi. Ad eccezione di due
brevi interruzioni, durante le quali il sole dardeggiò violentemente
dei raggi più brillanti e sfavillanti che costrinsero lo sguardo a
voltarsi, il fenomeno si prolungò per circa dieci minuti. Questo disco
madreperlaceo aveva la vertigine del movimento. Non era lo scintillio di
una stella: girava su se stesso a velocità travolgente...
Divenuto
rosso sangue, e come staccato dal firmamento, il sole sembrò, come
lanciato da una mano invisibile e onnipotente, rimbalzare nel cielo e
cadere con una serie di salti verso terra, mentre la temperatura si
elevava rapidamente... (dopo) come richiamato da un ordine misterioso,
tornò a riprendere il suo posto nel firmamento... Terminato il prodigio
solare, la gente che poco prima era letteralmente inzuppata di pioggia,
si trovò inaspettatamente asciutta...".
Il
cardinale di Lisbona, commentando questi prodigi, affermò che:
<<In questo tempo di ateismo materialista, Fatima dimostra in
maniera schiacciante che il mondo del soprannaturale esiste>>.
C’è
da dire ancora che il miracolo del "sole rotante", nell’Anno
Santo 1950, si ripeté davanti a Pio XII, nei giardini del Vaticano. Lo
stesso Papa ne darà notizia, nel 1954, al cardinale Federico Tedeschini.
I giornali riportarono la notizia che fu trattata, con grande dovizia di
particolari, da "Attualità di Fatima" (1954), alle pagine
76-79. Il miracolo avvenne il 30 ottobre del 1950 intorno alle quattro
pomeridiane. Ecco come narrò l’avvenimento Papa Pacelli.
LA
VISIONE DI PIO XII
Stavo
facendo la mia abituale passeggiata nei giardini del Vaticano, leggendo
e studiando, come mio solito, alcune carte d’ufficio. Dalla spianata
della Madonna di Lourdes, salii verso la sommità della collina,
passando per il viale di destra che costeggia il muro di cinta. Ad un
certo punto, come alzai gli occhi dai fogli che avevo in mano, fui
colpito da un fenomeno che non avevo mai visto prima di allora. Il sole,
ancora abbastanza alto, appariva come un globo opaco, giallo pallido,
completamente attorniato da un cerchio luminoso, che tuttavia non
impediva affatto di fissare l’astro con attenzione, senza provocare il
minimo fastidio. Una nuvoletta, leggerissima, vi si trovava davanti come
un diaframma. Il globo opaco si muoveva verso l’esterno, leggermente,
ruotando e contemporaneamente spostandosi da destra a sinistra e
viceversa, ma, all’interno del globo v’erano, chiarissimi e
ininterrotti, dei moti molto forti. Lo stesso fenomeno si ripeté il
giorno dopo, 31 ottobre, e giorno l’1 novembre, giorno della
definizione, poi l’8 novembre, ottava di questa solennità. Poi, più
nulla.
Ricorda
lo studioso Renzo Rossotti: "Il 30 ottobre del 1950, era
l’antivigilia del giorno che il mondo cattolico attendeva, quello
della solenne definizione dell’Assunzione in cielo della
Madonna".
IL
PIU’ INQUIETANTE MISTERO RELIGIOSO DEL NOSTRO SECOLO
Lucia
nel 1958 aveva affidato a padre A. Fuentes alcune sue lettere. Il testo
integrale fu pubblicato sulla rivista mariana "La Immaculada"
nel numero di gennaio del 1959. Ecco alcuni brani degli scritti della
veggente di Fatima:
"Molte
nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno
il flagello scelto da Dio stesso per castigare l'umanità... Siamo
appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo... Ognuno, di sua
iniziativa, compia opere sante e riformi la sua vita secondo i richiami
della Madonna... Ella mi ha detto espressamente: -Ci avviciniamo agli
ultimi giorni...- ".
Il
terzo segreto di Fatima avrebbe dovuto essere svelato, per intero, nel
1960 ma la Chiesa tacque. Il 13 maggio del 1977 la Radio Vaticana
trasmise un comunicato, che sembra confermare, come autentico,
l'estratto pubblicato dal giornale di Stoccarda. Ecco quanto dice il
comunicato:
"Né
Giovanni XXIII, né Giovanni Paolo II hanno ritenuto opportuno svelare
la terza parte del mistero di Fatima al mondo e quanto pubblicato sul
giornale di Stoccarda -Newes Europa- il 15 ottobre 1963, non è stato né
smentito né direttamente confermato. Quindi, noi possiamo solo, con
filiale obbedienza, rimetterci alla prudenza paterna del Santo
Padre".
GIOVANNI
PAOLO II ACCENNA AL SEGRETO
Vi è
la certezza che la terza parte del -segreto- racchiude una particolare
gravità, confermata dalla tragica realtà che il mondo oggi sta
vivendo. Giovanni Paolo II, durante una sua visita in Germania, alla
domanda sul perché non era stato ancora svelato il terzo segreto di
Fatima, divenne pensieroso e rispose:
"Data
la gravità del contenuto... i miei predecessori nell'ufficio di Pietro,
hanno diplomaticamente preferito soprassedere alla pubblicazione.
D'altra
parte ad ogni cristiano dovrebbe bastare di sapere quanto segue: quando
si legge che oceani inonderanno interi continenti, che gli uomini
verranno tolti dalla vita repentinamente, da un minuto all'altro, e ciò
a milioni. Se si sa questo, non è davvero necessario pretendere la
pubblicazione di questo segreto.
Molti
vogliono sapere solo per curiosità e sensazione; ma essi dimenticano
che il conoscere porta con sé‚ anche la responsabilità Questo è
pericoloso quando, in pari tempo, non si vuole fare nulla, dicendo:
<<tanto non giova a nulla!>>
Dobbiamo
essere ben pronti a grandi prove vicine; che potranno richiedere anche
il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e
per Cristo. Le prove potranno essere ridotte con la vostra e la nostra
preghiera, ma non possono essere evitate...". (L'intervista fu
pubblicata su "Stimme des Glaubens", fascicolo 10 del 1981).
L’ATTEGGIAMENTO
AMBIGUO DEL VATICANO
Il
Vaticano, come si è visto, oltre ad omertà manifestò, indubbiamente,
un atteggiamento alquanto contraddittorio e sospetto a proposito del
mistero di Fatima. Incredibilmente, per milioni di fedeli, l'8 febbraio
del 1960 un semplice, quanto laconico e, per certi versi, sconcertante
comunicato stampa della Santa Sede dichiarò che il terzo segreto non
sarebbe stato svelato perché‚ "Benché‚ la Chiesa riconosca le
apparizioni di Fatima, (quello che segue appresso è semplicemente
assurdo, ndA) non desidera assumersi la responsabilità di garantire la
veridicità delle parole che i tre pastorelli hanno asserito che la
Vergine ha loro rivolto".
Lucia
il 26 dicembre 1957 aveva detto a padre Fuentes, postulatore della causa
di beatificazione di Giacinta e Francesco: <<La Santissima Vergine
è molto triste, perché nessuno fa caso al suo messaggio. Non posso
dare altri dettagli, perché è ancora un segreto...>>. Il
silenzio della Chiesa è ancora più incomprensibile, scrive il C.S.R.C.
di Prato, dopo "l’abrogazione, avvenuta il 15 novembre 1966 da
parte di Paolo VI, degli articoli 1399 e 2318 del Codice di Diritto
Canonico (abrogazione rimasta anche nel nuovo Codice) che proibivano
l’arbitraria pubblicazione di cose inerenti fede, miracoli, ecc.,
qualsiasi rivelazione, profezia od evento straordinario può essere
divulgato. In poche parole non esiste più alcun divieto neppure per
quello che la Chiesa ritiene non veritiero. A questo punto, fra tutti i
presunti casi di rivelazione, solo il 3° Segreto di Fatima non è stato
espressamente rivelato e pubblicato...".
Perché
la Chiesa ha tanta paura del Segreto di Fatima? Giustamente fa notare
Franco Cuomo che "il papa l’avrebbe dovuto svelare nel 1960,
secondo una scadenza sollecitata a quanto pare da Lucia, obbediente in
questo all’ispirazione ricevuta". Perché il Vaticano continua a
tacere?
LE
ACCUSE DI MILINGO
Sono
inquietanti, a questo punto, le accuse lanciate dal cardinale Emanuel
Milingo il 23 novembre 1996, durante un convegno internazionale che
aveva come tema: "Fatima 2000: la pace mondiale e il Cuore
Immacolato di Maria", alle gerarchie vaticane. Cosa disse di tanto
grave il cardinale esorcista e perciò esperto in materia satanica?
Riassume Cuomo: "Per Milingo la Curia romana sarebbe inquinata da forze
sataniche, le quali porrebbero ostacoli alla divulgazione della
profezia. Più esplicitamente, ci sarebbero tra gli alti prelati dei
seguaci del demonio, attivamente impegnati a impedire che il messaggio
della Vergine possa giungere a destinazione, cioè a conoscenza
dell’umanità. (...). Da un lato, ciò che dice (il cardinale Milingo)
parrebbe collimare con i profetici avvertimenti della Signora, nei quali
vi sono chiari riferimenti all’intromissione di Satana in seno alle
alte gerarchie ecclesiastiche, che per questo saranno divise da
insanabili contrasti. Dall’altro, però, si deve tenere conto che in
tali profezie il papa è tenuto fuori da ogni sospetto, e indicato come
una vittima, mai come compartecipe, dell’iniquità generale".
GIUSEPPE COSCO
PRESENTAZIONE
Del III Segreto di Fatima
Nel
passaggio dal secondo al terzo millennio il Papa Giovanni Paolo II ha
deciso di rendere pubblico il testo della terza parte del « segreto di
Fatima ».
Dopo gli
eventi drammatici e crudeli del secolo XX°, uno dei più
cruciali della storia dell'uomo, culminato con l'attentato cruento al «
dolce Cristo in terra », si apre dunque un velo su di una realtà che
fa storia e che la interpreta in profondità, secondo una dimensione
spirituale a cui la mentalità odierna, spesso venata di razionalismo,
è refrattaria.
Apparizioni
e segni soprannaturali punteggiano la storia, entrano nel vivo delle
vicende umane e accompagnano il cammino del mondo, sorprendendo credenti
e non credenti. Queste manifestazioni, che non possono contraddire il
contenuto della fede, devono convergere verso l'oggetto centrale
dell'annuncio di Cristo: l'amore del Padre che suscita negli uomini la
conversione e dona la grazia per abbandonarsi a Lui con devozione
filiale. Tale è anche il messaggio di Fatima che, con l'accorato
appello alla conversione e alla penitenza, sospinge in realtà al cuore
del Vangelo.
La terza
parte del « segreto » fu scritta « per ordine di Sua Eccellenza il
Vescovo di Leiria e della Santissima Madre... » il 3 gennaio 1944.
Esiste un
solo manoscritto, che viene qui riprodotto fotostaticamente. La busta
sigillata fu custodita dapprima dal Vescovo di Leiria. Per meglio
tutelare il « segreto », la busta fu consegnata il 4 aprile 1957
all'Archivio Segreto del Sant'Uffizio. Suor Lucia fu avvertita di ciò
dal Vescovo di Leiria.
Secondo
appunti d'Archivio, d'accordo con l'Em.mo Card. Alfredo Ottaviani, il 17
agosto 1959 il Commissario del Sant'Uffizio, Padre Pierre Paul Philippe,
O.P., portò a Giovanni XXIII la busta contenente la terza parte del «
segreto di Fatima ». Sua Santità « dopo talune esitazioni » disse:
«Aspettiamo. Pregherò. Le farò sapere ciò che ho deciso ».(1)
In realtà
Papa Giovanni XXIII decise di rinviare la busta sigillata al
Sant'Uffizio e di non rivelare la terza parte del « segreto ».
Paolo VI
lesse il contenuto con il Sostituto Sua Ecc.za Mons. Angelo Dell'Acqua,
il 27 marzo 1965, e rinviò la busta all'Archivio del Sant'Uffizio, con
la decisione di non pubblicare il testo.
Giovanni
Paolo II, da parte sua, ha richiesto la busta contenente la terza parte
del « segreto » dopo l'attentato del 13 maggio 1981. Sua Eminenza il
Card. Franjo Seper, Prefetto della Congregazione, consegnò a Sua Ecc.za
Mons. Eduardo Martinez Somalo, Sostituto della Segreteria di Stato, il
18 luglio 1981, due buste: – una bianca, con il testo originale di
Suor Lucia in lingua portoghese; – un'altra color arancione, con la
traduzione del « segreto » in lingua italiana. L'11 agosto seguente
Mons. Martinez ha restituito le due buste all'Archivio del Sant'Uffizio.
La
terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di
Iria-Fatima.
Scrivo in atto di
obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za
Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima
Madre.
Dopo le due parti che
già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un
poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra;
scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo;
ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava
dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la
mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!
E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come
si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un
Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il
Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose
salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di
tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo
Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina
e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena,
pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto
alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce
venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di
arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli
altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone
secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci
della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo
nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso
irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.
Tuy-3-1-1944 - I
pastorelli di Fatima.
Lucia, la più giovane
di cinque bambini un bambino, cugina di Francesco e Giacinta, nasce
il 22 marzo del 1907 da Antonio Dos Santos e da Maria Rosa de Jesus in una
frazione di Fatima chiamata Aljustrel. Di carattere allegro, si divertiva
molto con le sorelle a partecipare alle feste. Era dotata di una c
straordinaria memoria.
Dopo le
apparizioni ebbe altri personali incontri con la Madonna. A 18 anni si
decise a entrare tra le suore Dorotee a Tuy (Spagna), da dove passò nel
1948 co1 permesso di Pio XII alle Carmelitane. Tutta la sua vita è
dedicata alla diffusione della devozione al Cuore Immacolato di Maria:
"Figlia mia - le disse la Madonna - guarda il mio Cuore sormontato da
spine, con cui uomini ingrati lo trafiggono ad ogni momento con le loro
bestemmie e la loro ingratitudine".
Sollecitata
dal Vescovo, scrisse quattro quadernetti di "Memorie" circa il
messaggio di riparazione e circa la vita dei suoi cuginetti successiva
alle apparizioni, delle quali sono la fonte interpretativa più
autentica.
Morta il
13 febbraio 2004 all’età di 97 anni. Suor Lucia era l’unica
sopravvissuta dei tre pastorelli di Fatima in Portogallo che nel 1917 per
sei volte ebbero l’apparizione della Madonna.
Francesco Marto nasce l'11 giugno
1908 da Manuel Pedro Marto e da Olimpia Dos Santos, la quale, già vedova
e madre di due figli, oltre a Giacinta ebbe altri sei figli. Di carattere
pacifico e riflessivo si ritirava spesso a pregare da solo. Quando era sui
monti amava cantare o suonare il suo piffero. Era sempre pronto a
accettare le mansioni più umili o l'ultimo posto: perdeva sempre ai
giochi e durante le apparizioni poteva solo vedere l'Angelo e la Madonna,
senza poterne ascoltare le parole, che gli venivano riferite da Lucia e da
Giacinta. Ciò che più l'impressionava o assorbiva era Dio, la SS. Trinità,
in quella luce immensa che penetrava nell'intimo dell'anima. "lo
voglio consolare nostro Signore - disse - ma mi piacerebbe convertire
anche i peccatori perché non lo offendano più". Morì di febbre
"spagnola" il 4aprile del 1919, dicendo: "Mamma, guarda che
bella luce là, vicino alla porta...".
Giacinta
Marto nasce il 10
giugno 1910. Di costituzione debole e dal temperamento prima permaloso,
poi riflessivo e dolce, con il suo portamento sembrava trasmettere la
presenza di Dio in tutti i suoi atti. Era lei a scegliere i giochi anche
per Francesco al quale era molto legata. Imparò a pregare il Rosario in
un modo che incantava. Ciò che l'aveva più colpita era stata la visione
dell'inferno e la tragica sorte dei peccatori, per la cui conversione si
diede a far sacrifici come i digiuni, non ballare, mangiare frutti amari,
portare la corda legata ai fianchi. Ebbe una volta anche la visione del
Papa sofferente e perseguitato1 e anche questa intenzione offrì
nelle sue preghiere e sacrifici.
Si ammalò
di febbre "spagnola" che degenerò in pleurite. Fu portata
all'ospedale nel 1919 a Villa Nuova de Ourèm. Qui la visitò ancora la
Madonna dicendole che sarebbe morta, dopo atroci sofferenze, senza aver
potuto ricevere Gesù e lontana dai suoi cari, a Usbona in ospedale il 20
febbraio 1920.
Il 13 maggio 2000, a
Fatima, Francesco e Giacinta Marto sono stati proclamati beati da Papa
Giovanni Paolo II.
Tratto da:The Holy See
25- 02 - 2004 - Mistic.it
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