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colonna di donna stile gotico

 

Oggetti che non Dovrebbero Esistere

Gli storici, gli archeologi e più in generale gli  studiosi di civiltà antiche e sconosciute, per cercare di capire come vivevano quelle popolazioni, studiano gli attrezzi e più in generale l'oggettistica in uso. Quando gli studiosi si trovano davanti oggetti che obbiettivamente non dovrebbero esistere in certe popolazioni  perchè estranei a quella cultura e grado di civilizzazione tecnologico, ci si trova davanti ad un problema se non ad un vero e proprio rebus.

Tali enigmi sono sparsi in tutte le aree geografiche del nostro pianeta, ciò significa senza alcun ombra di dubbio che civiltà molto progredite tecnologicamente vivessero in epoche classificate primitive, quindi sicuratamente provenienti da altri pianeti.

Di seguito si illustrano alcuni oggetti che non dovevano esistere in quelle epoche.

foto dinosauro e uomodinosauro gioca con uomo 

I ciottoli arrotondati, i petroglifi, sono conservati nel museo privato del dottor Javier Cabrera Darquea, direttore della Sezione ricerche dell'università peruviana.  Il museo privato del dottor Cabrera si trova ad Ica, in Plaza de Armas, e ospita «una straordinaria collezione di ciottoli arrotondati, di pietre piatte, di blocchi di andesite, quasi tutti neri o grigi: 11 mila pietre, le cui dimensioni sono diversissime; alcune sono molto piccole, altre più grandi, altre ancora pesanti cento, duecento chili. Ma tutte sono incise, da una o più parti, con disegni fini, accurati, tali da lasciar senza parole». 

Cosa hanno queste fotografie di tanto particolare? La scienza, ma in particolare l'archeologia e la storia, ci insegnano che i dinosauri si sono estinti molto tempo prima che l'uomo facesse la sua comparsa. In pratica non c'è mai stata, per la storia ufficiale, la possibilità di una convivenza tra uomo e dinosauro.
Non ci è dato di sapere perché l'uomo preistorico non ha conosciuto i dinosauri. Non ci sono state spiegazioni neanche sulle immagini sopra esposte.Gli scettici potrebbero rispondere che la Foto 1 rappresenta un coccodrillo, mentre la seconda un giraffa (o una tartaruga) riuscita male.

 

Nella foto (Foto 3) si può riconoscere, come suggeriscono Kolosimo e Charroux , un oggetto del tutto simile ad una lente d'ingrandimento. Tuttavia il lettore può, in tutta onestà, proporre anche una padella per cucinare. Un'ipotesi ragionevole potrebbe essere quella di una pittura rupestre che mostra la cottura, tramite tegami simili a padelle, di cibo per la nutrizione.

  Nella Foto 4 siamo già di fronte a qualcosa un po' più particolare. Immagino che il lettore si trovi in difficoltà a dubitare della rappresentazione di un cannocchiale: un piccolo telescopio! È chiaro che l'età delle pietre dovrebbe escludere un tal livello tecnico-artigianale. Siamo sicuramente in anticipo con i tempi.
Se per assurdo, l'oggetto raffigurato, fosse una gamba di un tavolo, perché portare sull'occhio destro l'estremità di una gamba di un tavolo e fissare il cielo?

Essa ha da subito suscitato l'attenzione degli studiosi, tra cui il noto scienziato Charles Hapgood, membro della Royal Geographic Society, e autore di Maps of the Ancient Sea Kings ( «mappe degli antichi re dei mari» non ancora tradotto - a quanto ci risulta - in italiano), un testo fondamentale che affronta proprio lo studio di questi portolani.

La mappa di Piri Reis

mappa di piri reis 

Vorremmo subito precisare che la nota mappa di Piri Reis non è l'unico portolano curioso che la scienza - e la storia - possiede. Tuttavia, la mappa, è la più nota, visto che coinvolse studiosi famosi ed è forse quella meno - se non per nulla - contestabile di tutte: riconosciuta da autorità ufficiali come un qualcosa che non dovrebbe esistere. La mappa in questione, che potete vedere in foto, fu ritrovata per puro caso il 2 Novembre del 1929 ad Istambul, nel Palazzo Topkapi, in due pezzi, durante dei restauri.

La Piri Ibn Haji Memmed, un ammiraglio turco (Reis in turco significa Ammiraglio).
Su di essa possono essere riconosciute parecchie iscrizioni, una narra di una mappa precedente allo stesso ammiraglio che «un infedele genovese, il cui nome era Colombo» riuscì ad ottenere, per effettuare un suo viaggio «alla fine del mare occidentale [...] dove erano coste e isole e metalli di ogni genere e anche pietre preziose». Questa misteriosa «mappa perduta di Colombo» è tutt'ora introvabile.

La «copia» di Piris ci mostra l'America meridionale e l'Africa nella giusta longitudine relativa, inoltre presenta altre caratteristiche degne di nota. Piri Reis afferma infatti di essersi servito, per la mappa, di una ventina di fonti, tra cui alcune risalenti al tempo di Alessandro Magno. Sulla carta appaiano anche in modo dettagliato le coste dell'Antartide ma non come sono oggi, bensì senza la copertura di ghiacci che ne falsa il profilo. Sono indicate anche delle catene montuose, scoperte solo intorno a gli anni cinquanta. Di queste catene vi è indicata anche la corretta altitudine!
Oggi sappiamo - o ipotizziamo - che l'Antartide è coperto dai ghiacci almeno da 6000 anni. Questo significa che o la mappa di Piris è stata "disegnata" prima, o non è vero che i ghiacciai si sono formati 6000 anni fa.

mappa del 1500 mostra il sahara come terra fertilemappa antartide privo di ghiaccio

Le Bermuda: il triangolo maledetto di Charles Berlitz, troviamo «un'altra mappa, la King Jaime World Chart, Carta mondiale di re Giacomo, del 1502, anch'essa una copia di mappe molto più antiche, mostra il deserto del Sahara come una terra fertile, con grandi laghi, fiumi e città, quale fu un tempo, in un'epoca remota» inoltre troviamo anche «la Buache World Map, Mappa mondiale di Buache, del 1737, copiata da un'antica mappa greca, mostra l'Antartide (la cui esistenze fu soltanto sospettata dal mondo moderno, finché non venne riscoperta ufficialmente, nel 1820) in forma di due grande isole, separate da un mare interno» Berlitz sottolinea che «se fosse possibile togliere il ghiaccio dall'Antartide, questa terra si presenterebbe proprio così; ma questo si seppe soltanto dopo che le spedizioni dell'Anno Geofisico 1958 lo appurarono».

Sulla destra, La Mappa Buache del 1737, copiata da antiche mappe greche, mostra l'Antartide priva di ghiacci. Se oggi il ghiaccio non ricoprisse l'Antartide, i mari di Ross e di Weddell si unirebbero in un gigantesco stretto, che dividerebbe l'Antartide in due masse di terra, un fatto che nei tempi moderni fu stabilito soltanto nell'Anno Geofisico del 1968. Questa mappa è un altro indizio delle stupefacenti capacità tecnologiche di certe antiche civiltà.

mappamondo di fineo 

Charles Hapgood nella sua ricerca di portolani antichi, oltre alla carta di Pirì Reìs, si imbatté in una raffigurazione del 1531, opera di Oronzio Fineo chiamata, appunto, "Mappamondo di Oronzio Fineo". Tale mappa è il risultato di copiature di numerose carte "sorgenti" e rappresenta la parte costiera del continente antartico priva di ghiacci.

In essa il continente antartico è fedelmente riprodotto e posizionato , geograficamente, perfettamente. Su di esso vengono annotate catene montuose e fiumi, quali effettivamente abbiamo scoperto siano esistiti, ora coperti dalla coltre di ghiacci. La parte interna invece e priva di raffigurazioni fluviali e montuose, il che ci indica che tale parte, a differenza di quella costiera, era già ricoperta di ghiacci.

Il mappamondo di Fineo sembra essere un'altra prova convincente riguardo alla possibilità di una remota colonizzazione del continente australe e lo ritrae in un'epoca corrispondente alla fine dell'ultimo periodo glaciale.

La carta mostra anche numerosi estuari, insenature e fiumi, a sostegno delle moderne teorie che ipotizzano antichi fiumi in Antartide in punti in cui sono oggi presenti ghiacciai come il Beardmore e lo Scott. I vari carotaggi effettuati negli ultimi tempi sono a sostegno della tesi che l'Antartide era un tempo abitabile: i campioni sono ricchi di sedimenti che rivelano condizioni differenti di clima, ma soprattutto si nota una rilevante presenza di grana fine, come quella che viene trasportata dai fiumi. Inoltre, i carotaggi rivelano che solo intorno al 4000 a.C. l'Antartide venne completamente ricoperto dai ghiacci.

Le foto sopra sono autentiche. Gli studiosi, le hanno scoperte e catalogate, inoltre sono state sottoposte al test del carbonio. Tali reperti nonostante riconosciuti e ignorati non compariranno mai nei libri di scuola, perchè le risposte da dare sarebbero imbarazzanti.

23- 04 - 2002 Mistic.it  

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