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La Stampa 6/6/2002 Cronache
italiane Pag. 13: «Abbiamo rintracciato la mappa del Creatore»
Mosca : una mappa tridimensionale, dove una mano ignota ha inciso i rilievi
della terra 120 milioni di anni fa. «Cambia tutte le vostre idee
riguardo alla vita su questo pianeta? Noi ormai abbiamo fatto
abitudine al nostro miracolo». Il professore Alexandr Chuvyrov sembra
convinto che il suo misterioso ritrovamento sia una scoperta
sensazionale, anche se ammette che gli interrogativi sono ancora più
numerosi delle certezze. Ma di una cosa è convinto: la lastra
minerale che ha trovato tre anni fa in un villaggio della Bashkiria,
ai piedi degli Urali, è una mappa geografica tracciata da una civiltà
ignota. La lastra del mistero, esposta oggi al museo archeologico di
Ufa, misura 148 centimetri di altezza, 106 di larghezza e 16 di
spessore.
Pesa una tonnellata e mezzo. A prima vista sembra una pietra
di superficie irregolare. Ma Chuvyrov dice di aver capito subito che
era una mappa, appena l´ha dissotterrata nel villaggio bashkiro di
Chandar. Ripulita, ha svelato i suoi strani rilievi, e i disegni:
venature che sembrano strade o fiumi, rombi, iscrizioni verticali in
geroglifici indecifrabili. Secondo il professore, si tratta del
disegno di un sistema di irrigazione ramificato: canali larghi 500
metri per una lunghezza totale di 12 mila chilometri, con 12
gigantesche dighe. Chuvyrov, professore di chimica all´università di
Ufa, appassionato di archeologia, era alla ricerca di cimeli di
ipotetiche migrazioni di antichi cinesi, e ha pensato a un´incisione
di 2 mila anni fa, con scritte in cinese. Ma il linguaggio geroglifico
sillabico della lastra è ancora da decifrare. Come la sua
provenienza. Non si tratta infatti di roccia naturale, ma di un
manufatto composto da tre strati. Il primo, spesso 14 centimetri, è
dolomite, il secondo - sul quale sono incisi i disegni - è fatto di
diopside con tecnologia sconosciuta, il terzo, due millimetri, è di
porcellana e funge da schermo protettivo.
Un prodotto artificiale,
dunque, fatto per giunta con tecniche sconosciute: Chuvyrov sostiene
che i disegni non sono stati prodotti dalla mano di un artigiano, ma
da uno strumento. Quando? Esami al carbonio e all´uranio datavano la
lastra come antica di millenni, ma poi nei suoi strati sono state
trovate due conchiglie: l´Ecculiomphalus princeps, estinta 120
milioni di anni fa, e la Navicopsina munitus, vecchia di 500 milioni
di anni. Un manufatto risalente all´epoca dei dinosauri sembra
impossibile. Certo, ammette il professore, gli ignoti geografi
avrebbero potuto usare un pezzo di roccia con una conchiglia
incapsulata millenni prima, ma è pronto a dare altre prove della sua
ipotesi di datazione.
Da un esame è emerso che i rilievi della lastra
corrispondono alla moderna regione tra Ufa e Sterlitamak, salvo alcune
variazioni, come il canyon che la percorre. Ricerche geologiche hanno
stabilito che in effetti nella zona c´era una spaccatura, scomparsa
milioni di anni fa. «La mappa - dice il ricercatore - è stata
tracciata quando il polo magnetico della Terra si trovava presso l´attuale
Terra di Francesco Giuseppe, appunto circa 120 milioni di anni fa».
Chi potrebbe aver tracciato una mappa così antica? Gli specialisti
del centro di cartografia storica del Wisconsin sono rimasti
sconvolti: secondo loro, una proiezione tridimensionale di questo
genere può essere realizzata solo grazie a prospezioni aeree.
L´inevitabile
ipotesi dei marziani viene però respinta dall´autore della scoperta
con fastidio: «Non mi piace parlare di Ufo ed extraterrestri». E poi
aggiunge: «Chiamiamo l´autore della mappa semplicemente il creatore».
Il doppio senso è evidente, come anche lo scetticismo dei ricercatori
«ufficiali» degli istituti accademici verso quella che i giornali
hanno già battezzato «la mappa del creatore» e verso il suo
scopritore, un dottore in fisica che ha sconfinato nell´archeologia.
Ma Chuvyrov è pieno di entusiasmo. Negli archivi del ´700 ha trovato
descrizioni di decine di lastre che assomigliano alla sua mappa, e ha
intenzione di scovarle. Crede che la pietra che ha trovato sia solo un
frammento di un gigantesco mosaico di 348 tessere, sul quale il «creatore»
ha riprodotto il mondo. Con quale obiettivo? «Forse voleva
colonizzarlo».
Anna Zafesova
26-
Febbraio 2004 Mistic.it
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