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Siamo tutti proprietà altrui! Era lo
sconcertante parere di Charles Fort, autore di quella rassegna di eventi
impossibili che nel 1919 fu pubblicata negli Stati Uniti con il titolo di The
Book of the Damned. Nel senso che da qualche parte del cosmo, fuori dalla
portata dei nostri telescopi, c’è qualcuno che ci è stato progenitore, o
nostri creatori e, che adesso ci controlla. Qualcuno dotato di conoscenze e
tecnologie avanzatissime. Che tuttavia ha lasciato tracce di sé su alcune
desolate superfici del nostro sistema solare: la Luna, Marte, gli asteroidi e i
satelliti di Saturno.
Marzo 1996: Richard Hoagland, ex
ricercatore Nasa, studiando le immagini del suolo lunare riprese dalla missione
Apollo 10, rileva la presenza di tre strutture apparentemente artificiali, alle
quali dà il nome di Shard, Tower e Castle, guglia, torre e castello.
Giugno 1976: il Viking fotografa la
superficie di Marte e individua una vasta formazione rocciosa strutturata in
modo anomalo. Analizzandola, l’astronomo Tobias Owen rileva i tratti di un
"volto".
Febbraio 2000: la sonda Usa Near atterra
sull’asteroide Eros fotografandovi strutture insolitamente geometriche.
Giugno 2004: avvicinandosi a
Phoebe, una delle lune di Saturno, la sonda Cassini immortala in un
enorme cratere un oggetto quadrato al cui centro si osserva una
formazione a sviluppo ellissoidale. Anomalie geologiche? Bizzarrie
del suolo dovute a sommovimenti della crosta rocciosa? Oppure
effetti di interventi non-naturali, e quindi artefatti, segnali
lasciati nel cosmo come traccia per farci comprendere che siamo
tutti proprietà di qualcuno.
Nonostante, La nasa ha impiegato decenni per ammettere che su Marte
c'è acqua. Si, su Marte c’è acqua e non "tracce" come
si è ritenuto fino a qualche tempo fa. La sensazionale scoperta è
stata annunciata dagli scienziati della NASA sulla base dei
rilevamenti trasmessi a Terra dalla sonda Odyssey.
"La
quantità d'acqua è superiore a quella che la maggior parte delle
persone avrebbe mai pensato", ha dichiarato William Boynton
dell'Università dell'Arizona che ha condotto gli studi e "si
trova circa un metro sotto la crosta marziana".
Come con l'acqua, la NASA
impiegherà decenni prima di ammettere che su Marte esistono strutture edificate
da intelligenze extraterrestre. Gli americani
e russi d'accordo tra loro esercitano sui propri sudditi una disinformazione
ormai patetica, dal momento che le popolazioni della terra in larga maggioranza
hanno la piena consapevolezza della
esistenza di altre civiltà oltre il nostro sistema, quindi i governi come
avviene da alcuni decenni parlano da soli dato che le popolazioni sono molto
più avanti di loro. La negazioni dei governi di negare la presenza
passata, o presente di civiltà aliene su Marte o sulla Luna, non
serviranno a dissuadere la popolazione mondiale per impedirci di
scoprire una verità molto scomoda per loro dato che potrebbero
perdere il controllo sulle popolazioni mondiale.
Per quanto tempo ancora sarà
possibile occultare la verità? Le foto sotto mostrano
chiaramente l'esistenza di strutture edificate da una civiltà aliena sulla
superficie di marte.

Cupole Marziane

Nel cratere è visibile una
struttura artificiale. A lato un astronauta fotografa un volto scolpito nella
roccia.
La piana di Cidonyacity
 
Obelisco e Piramide
 
Particolare di condotti
 
Città delle stelle
 
Fotografato Oggetto
luminoso

Presunta navicella aliena in avaria.
Ogni commento credo sia superfluo. Le foto
provengono dal sito della NASA.
10-
Settembre - 2005 Mistic.it
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