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Pianeta
esterno, è il quarto dal Sole.
La
sua distanza dalla Terra varia tra 55 e 101 milioni di km: tale distanza
è minima durante le opposizioni che si verificano ogni 15-17
anni; l'ultima è stata quella del 28 settembre 1988 (Marte e la Terra
si trovano in condizioni favorevoli per il lancio di una sonda spaziale
ogni 26 mesi.
Marte ha due satelliti Phobos e Deimos. Questi sono di forma molto
irregolare e vi sarebbe possibilità che rappresentino i corpi maggiori
di uno sciame di detriti prodotti e sollevati in passato dall'impatto di
un asteroide di almeno 1800 km di diametro.
La superficie del pianeta assomiglia a quella dei deserti terrestri, il
suo colore rosso è dovuto alla presenza di ossido di ferro.
La temperatura superficiale media è di -55°C, ai poli raggiunge valori
di -128°C mentre nelle regioni equatoriali sono possibili temperature
di +30°C. L'emisfero nord è molto più liscio
di quello sud che ha subito un bombardamento meteoritico in un ricco
assortimento di crateri e di bacini d'impatto, il più vasto dei quali,
Hellas, ha un diametro di 2000 km.
La differente storia geologica fra i due emisferi appare sottolineata,
in corrispondenza dei loro margini d'accostamento, dalla presenza di un
imponente sistema di faglie, fratture e canyons profondi alcune migliaia
di metri e larghi fino a 75 km. Prima fra tutte la faglia cosiddetta
Valles Marineris, impressionante frattura che si estende per oltre 5000
km con larghezze e profondità fino a 120 km e 6000 metri.
I rilevamenti fotografici hanno rivelato la presenza su Marte di terreni
di natura alluvionale sui quali compaiono le tracce di antichi depositi
fluviali (i cosiddetti channels); gli stessi rilevamenti, in
corrispondenza delle regioni polari, hanno posto in evidenza terreni
incoerenti e caotici (resi tali da iterati fenomeni di glaciazione), e
terreni lamellari dovuti a processi ricorrenti di deposizione di
permafrost (sabbie intrise di ghiaccio e d'acqua).
Nel passato la pressione e la temperatura erano più elevate che al
giorno d'oggi e tali da permettere la presenza di acqua liquida sulla
superficie del pianeta. Erano presenti fiumi, laghi e probabilmente
anche un oceano (battezzato Oceanus Borealis). Le sonde spaziali Viking 1 e 2 hanno analizzato chimicamente il suolo
nei punti di atterraggio che risultano ricoperti da depositi sabbiosi
ricchi di ferro (14%) e silicio (15-20%) e presentano tracce di vari
altri elementi (Ca, Al, S, Ti, Mg, Cs e K). Sul pianeta non si sono
invece trovate tracce di molecole complesse organiche, cosa che
testimonierebbe l'assenza di tracce di vita.
Il cielo marziano ha una colorazione rosata, l'atmosfera è composta
principalmente da anidride carbonica (95%), ma contiene anche azoto
biatomico (2,7%), argon (1,6%), tracce di ossigeno, vapore acqueo,
monossido di carbonio, cripton e xenon.
Lo spirare dei venti si manifesta spesso in formazioni nuvolose di tipo
ciclonico, così come appare nelle immagini inviate dalle sonde
automatiche. La rarefazione atmosferica favorisce nei venti lo sviluppo
di velocità dell'ordine dei 200 km/h, tali da dimostrarsi capaci di
sollevare imponenti tempeste di sabbia che si rendono visibili anche nel
corso di osservazioni dalla Terra.
20-
Marzo - 2005 Mistic.it
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