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Nel
2003 l’astronauta aveva dichiarato di essere stato testimone nel
1953 di un atterraggio UFO filmato dalle cineprese
dell’Aeronautica statunitense.
L’astronauta
americano si è ripetutamente espresso in merito al cover-up sugli
UFO. Ne fu, come abbiamo visto, un testimone diretto, trovandosi
coinvolto in un episodio – apparentemente da fantascienza – che
invece appartiene ad una vera realtà: la strategia di insabbiamento
della verità, è in atto negli ambienti Nasa ormai da decenni. In
proposito, Cooper ha dichiarato:
“All’interno
dell’esercito o del governo, non c’è modo di tenersi informati
su qualcosa che è altamente classificato.
A
meno che uno non sia coinvolto direttamente… ed io non lo ero.”
Gordon
Cooper, grande protagonista della prima avventura spaziale
americana, dei sette astronauti che viaggiarono a bordo delle
capsule Mercury, non si è piegato alla strategia del silenzio ed è
stato il più coraggioso e sincero.
Ecco
come l’agenzia italiana ANSA ha riportato quest’oggi la notizia
della scomparsa di Cooper. Naturalmente, non vi appare menzione del
suo impegno a favore della causa ufologica.
WASHINGTON
4 - Ott. 2004 (Ansa).
Gordon Cooper, uno dei pionieri del programma di esplorazione
spaziale americano, è morto a Ventura in California, all'età di 77
anni. Lo annuncia la Nasa. Cooper partecipò al programma Mercury,
il primo degli Usa per portare l'uomo nello spazio, di cui facevano
originariamente parte solo sette astronauti, fra cui Jim Shepard, il
primo americano nello spazio, Virgil Grissom, il secondo - poi
deceduto in un incidente d'addestramento a terra - e John Glenn, il
primo americano in orbita.
Cooper
pilotò l'ultimo volo del programma Mercury. Nato il 6 marzo 1927 a
Shawnee, nell'Oklahoma, Cooper era stato selezionato per il
programma Mercury nell'aprile 1959. L'amministratore della Nasa Sean
O'Keefe lo ha ricordato con un commosso messaggio.
L'intervista all'astronauta da parte del Dott. Michael Hesemann
- Lei crede che siamo soli nell'universo?
- Non posso non credere che vi siano altri nello spazio. Ci sono state tante
persone qualificate che hanno visto dei veicoli extraterrestri, in alcuni casi
anche degli esseri extraterrestri. Penso che molte storie riportate dai giornali
non siano necessariamente vere, ma ci sono tanti casi affidabili di cui, certo,
non si può non tenerne conto.
- Mi racconti la sua esperienza avvenuta negli anni cinquanta quando vide
gli Ufo.
Eravamo in Germania e abbiamo visto questi velivoli che parevano volare in
formazione, quasi come volano i nostri bombardieri. Stavamo seguendo la sonda
meteorologica quando li abbiamo visti a un'altezza elevata e subito tutti nella
base militare hanno preso i binocoli per osservarli. Non siamo riusciti ad
avvicinarci con i nostri aerei. Erano metallici e a forma doppia lenticolare.
Volavano in formazione e andavano da est ad ovest, però non potemmo determinare
cosa fossero.
- Lei conosce il film di un atterraggio Ufo nella base di
Edwards, ce ne
può parlare?
- Stavamo facendo dei lavori per l'area di atterraggio e stavamo filmando
tutta l'installazione. All'improvviso corsero a chiamarmi e mi raccontarono che
un piccolo Ufo li aveva sorvolati. Successivamente l'oggetto estrasse tre
apparati per l'atterraggio e all'improvviso si posò al suolo a 50 yards di
distanza. Quando gli uomini si incamminarono per vederlo da vicino l'Ufo si
sollevò, tirando dentro i tre apparati, e volò via rapidamente. Da militare
dovetti fare il mio dovere. Mi informai su quale dei miei superiori dovevo
contattare e, in seguito, mi fu ordinato di inviare il film a Washington. Cosa
che naturalmente feci. Da allora non ho più saputo niente del film.
- Quando è successo?
- Nel 1956 o 1957.
- Qual'è la sua opinione personale sugli Ufo?
- Personalmente penso che appartengano ad una civiltà più evoluta e che
vengano qui per ragioni che non conosco.
- Lei nel 1978 ha scritto una lettera alle Nazioni Unite, all'ambasciatore
di Grenada. Potrebbe farcene una sintesi? In questa lettera lei aveva espresso
l'opinione che gli uomini devono imparare a vivere in pace prima di poter avere
un contatto interplanetario.
- Sì, è l'impressione che ha ogni astronauta che è stato nello spazio e
che ha quando ritorna a casa, e cioè che è una vergogna che l'uomo non riesca
a vivere in pace. E forse è la medesima impressione che hanno gli
extraterrestri. Per questo loro pensano "perché dovremmo contattarli se
non riescono a stare in pace?". Sentivo che c'erano troppi gruppi nel mondo
che investigavano questo fenomeno e pensavo che sarebbe stato meglio avere un
gruppo centralizzato per queste investigazioni dove portare tutte le
informazioni, studiarle, così da poter apprendere che cosa sono gli Ufo e, così
facendo, gestire il problema più facilmente a livello internazionale.
- Conosce qualche progetto del governo su questo fenomeno?
- So che la Forza Aerea creò il Progetto Blue Book alcuni anni fa facendo
delle investigazioni in questo campo. Non ho partecipato a queste investigazioni
e non ero membro del Progetto. Però so che sono state fatte delle
investigazioni.
- E a conclusione del Progetto è stato detto che non esisteva niente
dietro al fenomeno Ufo. Lei è d'accordo con questa affermazione?
- No, no, non sono affatto d'accordo!
- Perché?
- Penso che molta gente qualificata li abbia visti e perciò non si può dire
che non esistano!
- Il Progetto SETI sta inviando segnali su altri pianeti. Pensa che avrà
successo?
- Non ho un'opinione su questo. Certo è un Progetto meritevole. Il motivo
per cui SETI è stato creato è perché la NASA ha stimato che vi siano oltre
centomila potenziali pianeti abitabili nello spazio. Certo è assurdo pensare
che Dio abbia creato la vita solo su questo pianeta.
- Come pensa che un contatto interplanetario possa cambiare l'umanità,
cambiare le condizioni in cui viviamo? Quali sarebbero le implicazioni per tutti
noi?
- Non credo che ci sarebbe un cambio immediato. Certo indicherebbe che sono
più avanzati tecnologicamente e sicuramente ci aiuterebbero ad accelerare la
nostra crescita tecnologica.
- Per concludere, ci dia un messaggio di speranza per questo programma
spaziale e per l'umanità. Può l'umanità realizzarsi a livello cosmico?
- Quando sei nello spazio ti rendi conto che la Terra è un posto molto
fragile. Sembra il più bel pianeta tra quelli che abbiamo potuto vedere e noi
dovremmo saperlo proteggere. Certo è una vergogna che ci siano guerre quando
potrebbe essere un posto pacifico e bello.
- Allora lei pensa che insieme dobbiamo aver cura del nostro fragile
pianeta?
- Sì, penso che ne possiamo avere cura se collaboriamo a livello mondiale
perché tutte le nazioni devono cooperare. Non si può avere una nazione che
contamina a un livello e un'altra nazione che contamina a un altro livello.
Dobbiamo autodisciplinarci e avere energia pulita, acqua pulita, un'esistenza più
pulita. Abbiamo una parte del mondo che ha tanta acqua e un'altra parte che non
ne ha. Possiamo risolvere questi problemi solo se collaboriamo tutti a livello
mondiale. 11-
luglio - 2004 Mistic.it
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