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In prima pagina, sul
"Los Angeles Times" del 26 febbraio 1942, il titolo a
caratteri cubitali dice: "L'esercito dichiara che l'allarme è
reale". 25 FEBBRAIO
1942 PRIME ORE DEL MATTINO Dozzine di riflettori della 37° Brigata di Artiglieria
Costiera intercettarono immediatamente quella nave, apparsa come una
magica e surreale lanterna nel buio e limpido cielo invernale sopra la
città degli angeli. Pochi in città riuscirono a dormire dopo che i cannonieri
della difesa costiera aprirono il fuoco scaricando centinaia e centinaia
di raffiche di proiettili verso l'oggetto luminoso, avvistato inizialmente
mentre fluttuava sopra gli studios Metro Goldwin Mayer di Culver
City.
Il fragore delle artiglierie e il sibilio dei traccianti
vennero avvertiti ovunque a Los Angeles, mentre i militari erano certi di
essere riusciti a centrare il bersaglio... senza alcun
risultato.
Nella foto riprodotta e analizzata in queste pagine,
si vede il cielo di Los Angeles come appariva all'altezza del fuoco
incrociato.
Facendo attenzione alla convergenza delle luci dei
riflettori si noterà chiaramente la forma della nave visitatrice
all'interno dell'area illuminata.
E' un Grande corpo volante, apparentemente del tutto
incurante delle centinaia di proiettili contraerei esplosi di cui è fatto
bersaglio, senza alcun effetto.
Comunque le perdite si contarono, ma a terra. Almeno sei
persone morirono come risultato diretto dell'attacco dell'esercito
sull'UFO, che lentamente e pigramente si fece strada verso Long Beach
prima di dileguarsi definitivamente.
AEROMOBILI NON
IDENTIFICATI
Il giorno dopo, solo sul quotidiano Los Angeles
Times, in
un articolo di spalla a firma di un redattore, apparve una
descrizione dell'UFO. Se ne evince un senso dell'energia e dell'emozione
di quella notte.
Il titolo recita: " Una folla infreddolita guarda il cielo illuminato dai
colpi dell'artiglieria. Le esplosioni forarono l'oscurità come piccole stelle
fiammeggianti... le luci dei riflettori sembrano dita protese a scrutare
il cielo notturno... Urlano le sirene antiaeree... "Prendete quegli
sporchi invasori! " e ovunque echeggiano le grida dei militari e della
polizia. Ma l'oggetto nel cielo si muoveva lentamente, catturato
al centro delle luci come il mozzo della ruota di una bicicletta
circondato dai raggi splendenti.
Il fuoco sembrava esplodere in cerchio tutto attorno al
bersaglio.
Gli astanti, tremanti al gelo del primo mattino,
comunque non hanno avuto la possibilità di vedere un solo velivolo
precipitare o bombe sganciate. "Forse è solo un'esercitazione", ha rimarcato
qualcuno.
"Test un accidente! " è stata la
risposta. "Non spari in aria tutto quel metallo a meno che non
stai cercando di tirare giu' qualcosa. "
"L'oggetto bersagliato continuava a muoversi
fiancheggiato dalle esplosioni vermiglie, mentre le casalinghe, avvolte
dalle loro vestaglie, rabbrividivano e guardavano quella scena
terrificante."
In prima pagina, sul Los Angeles Times del 26 febbraio
1942, il titolo a caratteri cubitali dice: "L'Esercito dichiara che
l'allarme è reale", eppure nelle molte colonne dedicate all'evento, non
appare la benchè minima descrizione dell'oggetto, per quanto fosse stato
per oltre mezz'ora chiaramente inquadrato dall'occhio dei riflettori e
visibile da centinaia di migliaia di cittadini.
Se non si era trattato di un falso allarme, cosa aveva
penetrato lo spazio aereo di Los Angeles?
Su conferma della presenza sulla costa Sud di aeromobili
non identificati da parte del comando a San Francisco, due le
dichiarazioni ufficiali della Marina di Washington: la prima liquida la
faccenda, per bocca del Segretario Frank Knox, con i "nervi scossi" della
popolazione;
la seconda dichiara: "L'aereo che ha causato il blackout
nell'area di Los Angeles per diverse ore questo mattino non è stato
identificato".
Il comando della Army's Western Defense ha affermato che
il blackout e le azioni contraeree sono state il risultato di un velivolo
non identificato avvistato sull'area della baia.
La città è stata oscurata - conseguentemente all'ordine di
sbarramento antiaereo emesso dal 14° Comando Intercettore - dalle 2:25
alle 7:21 del mattino dopo che un precedente
allarme giallo delle 19:18
era rientrato alle 22:23.
Il blackout si estendeva effettivamente fino al confine
messicano e oltre, nella San Joaquin Valley. Non sono state sganciate
bombe e non sono stati abbattuti aerei e miracolosamente, viste le
tonnellate di proiettili lanciati in aria, solo due persone sono state
ferite dalla caduta dei frammenti. (Quest'ultima affermazione del L.A.
Times verrà successivamente smentita, portando il bilancio delle vittime a
sei, N.d.R).
11-
luglio - 2001 Mistic.it
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