|
Tra la realtà e la fantasia non esistono confini. Gli unici confini sono
nella nostra mente. La più antica impronta umana fu
trovata nel giugno 1968 da William J. Meister ad Antilope Spring,
Utah (USA). Si tratta di due impronte di scarpe umane risalenti a
circa 300-600 milioni di anni. Le impronte mostrano distintamente la
forme di due scarpe, con tanto di tacco. Uno dei due reperti
trovato mostra inconfutabilmente una impronta di scarpa che
schiaccia un trilobite. I trilobiti erano piccoli animali
invertebrati marini che popolarono la terra dai 600 milioni di anni
ai 280 milioni di anni fa. La scarpa che schiacciò il trilobite era
lunga 10,5 pollici: il calcagno leggermente impresso più della
suola.Per l’esattezza il l trilobite risultava schiacciato dal
tacco della scarpa.
Inoltre, nell’agosto del 1968 Mr. Dean Bitter, scoprì
altre due impronte di scarpe o sandali ad Antilope Spring.
Nessun trilobite era presente in questa impronta, ma un piccolo
trilobite fu scoperto vicino alla stessa roccia. Se si pensa che
secondo la scienza ufficiale la prima comparsa dell'umanità
moderna (Homo sapiens sapiens) risale a circa
250.000 anni fa, nell'Africa meridionale,
appare evidente la mala fede della scienza ufficiale nel negare la
realtà dei fatti. Inoltre, nel
1925 a Glozel (vicino a Vichy - Allier, Francia) Emile Frendin
sprofondò nel suo campo dove stava lavorando, e trovò "Il
campo dei morti": 3000 oggetti incisi, vasellame, utensili,
gioielli, manufatti in osso e legno del 17~15.000 a.C. – Epoca in
cui secondo la scienza ufficiale non doveva esistere né scrittura
(il primo sistema di scrittura documentato è quello sumero-accadico,
IV millennio a.C.), né la ceramica (la cui lavorazione oltretutto
mostra un senso artistico assai sviluppato ed eccezionalmente
raffinato, coordinato con notevole intuito simbolico - ad esempio, le
statue coi volti senza bocca che hanno portato alla denominazione di
"civiltà del silenzio").
Sorprendono
inoltre le dimensioni delle ossa umane rinvenute (crani grandi il
doppio), delle impronte, e dei monili (ad es. bracciali) su misura
per arti giganteschi.
Nel
1577 a Willisau, nel cantone di Lucerna, venne alla luce uno
scheletro dalle ossa enormi. Le autorità della zona si affrettarono
a convocare una commissione di esperti capeggiata dall’ anatomista
elvetico Plater, di Basilea. Gli studiosi rimasero perplessi, ma
dinanzi al parere del grande specialista chinarono il capo. Plater
dichiarò che si trattava senza ombra di dubbio di resti umani,
nonostante la loro mole fosse alquanto insolita. Lo scheletro era
incompleto ma l'anatomista lo ricostruì sulla creta: ne risultò il
disegno di un titano alto 5,80 metri! Fu battezzato "il gigante
di Lucerna" e le sue ossa furono orgogliosamente esposte in una
sala del municipio. Recentemente scheletri di 2,8-3,1 metri sono
stati rinvenuti da antropologi sovietici nella regione Caucasica.
25
Marzo 2006 - Mistic.it
|