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La
controversia inerente le prove della esistenza di Gesù, dura da
2000, e non si è ancora placata. Autorevoli studiosi indipendenti
affermano che non esistono prove oggettive che Gesù sia realmente
esistito. E quando la chiesa e studiosi cattolici, affermano che Gesù
è una realtà storica, in realtà mentono, o meglio divulgano come
verità notizie di seconda mano riportate nei racconti e citazioni di uomini dell’epoca …. Tra cui Giuseppe Flavio.
Lo
storico Edwin Yamauchi definisce che il riferimento più importante
della esistenza di Gesù al di fuori della Bibbia e dei vangeli
canonici, è testimoniato da Cornelio Tacito, riconosciuto tra gli
storici il più scrupoloso. Riconosciuto anche dalla testimonianza
di Plinio il Giovane che ne loda la diligenza.
Tacito si
dedicò infatti con gran scrupolo alla raccolta di informazioni e
notizie, utilizzando non solo fonti letterarie, ma anche
documentarie. Per la sua posizione politica, egli aveva accesso agli
acta senatus (i verbali delle sedute del senato romano) e agli acta
diurna populi romani (gli atti governativi e le notizie su ciò che
accadeva giorno per giorno). Riportando la decisione dell'imperatore
Nerone di riversare sui Cristiani la colpa dell'incendio che
distrusse Roma nel 64 d.C. Tacito scrisse:
"Nerone
si inventò dei colpevoli e sottomise a pene raffinatissime coloro
che la plebaglia, detestandoli a causa delle loro nefandezze,
denominava cristiani. Origine di questo nome era Christus, il quale
sotto l'impero di Tiberio era stato condannato all'estrema condanna
dal procuratore Ponzio Pilato" (Tacito, Annali XV, 44).
Cosa
possiamo apprendere da questo antico (e piuttosto animoso)
riferimento a Gesù e ai primi Cristiani? Notiamo, innanzi tutto,
che Tacito riporta che il titolo di Cristiani deriva da una persona
realmente esistita, chiamata Christus, il nome latino per Cristo. Di
lui si dice che ha subìto "l'estrema condanna", alludendo
ovviamente al metodo romano di praticare l'esecuzione capitale
mediante la crocifissione. Questi avvenimenti sono avvenuti "durante il regno di
Tiberio" e per decisione di Ponzio Pilato.
Per una
persona che si accontenta, potrebbe andare anche bene. E cioè
assumere a prova scritti riportati da altri. (Ossia voci di
corridoio). Ma nessuno studioso potrebbe mai accettare tali prove,
soprattutto perché la chiesa nei secoli, ha falsificato o distrutto
documenti che davano credito a verità scomode. E contraffatte altre
scritture a proprio vantaggio. Non è per nulla difficile o
complicato scoprire la verità. Basti pensare che se leggete la
bibbia originale, vi renderete conto che ci sono migliaia e migliaia
di correzioni di comodo rispetto a quella adottata dalla chiesa.
Della veridicità dei vangeli la questione è ancora più contorta
….. o se volete più semplice. Nel senso che i vangeli sono stati
scritti secoli dopo la scomparsa di Gesù, da persone che si
proponevano scopi ben diversi dalle cose predicate da Gesù, o da
quell’uomo chiamato Gesù. Ed in virtù di questo, va tenuto
conto, che in quel periodo storico, i predicatori si contavano a
decine.
La chiesa non è credibile perché ha basato la fede sulla menzogna
e sulla mistificazione.
Inoltre va
detto che non è accettabile considerare verità assolute ciò che
rientra negli interessi della chiesa se non scientificamente
provate. Sostanzialmente non esistono prove dirette della vera
esistenza di Gesù. E’ tanto vero che della bibbia, la chiesa ha
adottato solo quei libri che meglio di tutti corrispondevano al
disegno di fare breccia nel popolino. Lo stesso vale per i vangeli.
Due pesi è due misure non fa neppure una mezze verità.
Inoltre non
va assolutamente ignorato che tutti gli studiosi che sono venuti in
contatto con gli archivi segreti del Vaticano, affermano che ci sono
verità spirituali considerate dalla chiesa molto pericolose. (
Naturalmente pericolose per la chiesa). Nessuno sa esattamente da chi sono stati scritti i vangeli canonici.
Quello che si sa con certezza, è che non sono stati scritti dagli
apostoli …. Semplicemente perché non sapevano scrivere.
Luigi
Cascioli, ex seminarista, autore del libro-denuncia “La favola di
Cristo – A dimostrazione della non esistenza di Gesù”,
ha portato la chiesa a rispondere davanti al tribunale di Strasburgo
accusandola di un'impostura
basata su falsi documenti, quali la Bibbia ed i vangeli, attraverso
la violenza dell'inquisizione e il plagio ottenuto con l'esorcismo,
il satanismo e altre superstizioni.
Luigi
Cascioli, dopo aver dimostrato in maniera indiscutibile nel suo
libro "La Favola di Cristo" che i fatti presentati come
veri dalle Sacre Scritture sono in realtà dei falsi, primi fra
questi quelli inerenti la figura di Gesù, detto il Cristo, che è
stata costruita sulla persona di un certo Giovanni di Gamala, figlio
di Giuda il Galileo della Casta degli Asmonei, sedicente discendente
della stirpe di Davide. Conclude i suoi studi con una denuncia
contro la Chiesa Cattolica, nella persona di Don Enrico Righi,
parroco-rettore della ex. Diocesi di Bagnoregio (VT), per abuso
della credulità popolare (Art. 661 C.P.) e sostituzione di persona
(Art. 494 C.P.) che pare abbia preso in seria considerazione
la sua denuncia contro la chiesa per abuso della credulità
popolare. La querela è stata depositata al Tribunale di Viterbo
l'11 settembre 2002, e successivamente archiviata. Ma Cascioli non
si arrende e presenta ricorso a Strasburgo, che accoglie il ricorso.
A dimostrazione che Cascioli non è uno spergiuro, nessuno può
ignorare che Gesù è stato elevato al rango di figlio di Dio, e Dio
stesso, per alzata di mano
nel Concilio di Nicea (325 d.c.), presieduto dall'imperatore
Costantino per scopi di opportunità politica, alla presenza delle
autorità religiose dell’epoca. Un vergognoso patto tra
l’imperatore Costantino e la chiesa di Roma per sottomettere i
popoli.
Don Enrico
Righi, parroco-rettore della ex diocesi di Bagnoregio (Viterbo),
scrisse in un giornale che Gesù nacque da Maria e Giuseppe e visse
in carne ed ossa. Cascioli, in base a questa dichiarazione, l’11
settembre 2002 sporse querela contro la Chiesa Cattolica, nella
persona di don Righi, per abuso della credulità popolare (Art. 661
C.P.) e sostituzione di persona (Art. 494 C.P.). Il 27 gennaio 2006
il Tribunale di Viterbo archiviò il caso benchè il prete non portò
alcuna prova ammissibile dell’esistenza di Cristo. Da marzo 2006
gli avvocati di diritto internazionale Giovanni Di Stefano e
Domenico Marinelli dello Studio Legale Internazionale di Roma si
occupano del caso Cascioli, dopo essersi occupati di casi
importantissimi: Saddam Hussein, Kennedy, Lady Diana, George W.
Bush, Roberto Calvi Banco Ambrosiano, Milosevich,Tariq Aziz, Telekom
Serbia. Il 18 marzo 2006 Cascioli ricorre al Tribunale dei Diritti
dell’Uomo di Strasburgo: la pratica N. 14910/06 della “non
esistenza di Cristo” è ora in fase di esame. “Ripongo molta
fiducia nel Tribunale dei Diritti Umani e nel mio avvocato Giovanni
Di Stefano affinchè il processo venga finalmente aperto in
Italia” commenta Cascioli.
“Inutile
che la Chiesa, il Vaticano si ostini a tacere; se possiede le prove
concrete dell’esistenza storica di Cristo le esibisca all’umanità.
Un paio di miliardi di persone che hanno seguito la dottrina
indicata dalla Chiesa attendono una risposta. Chiara. Cristo è
esistito oppure no? Se la Chiesa si ostina a tacere sull’esistenza
di Gesù significa solo che non avendo prove concrete essa è ben
consapevole e cosciente che Cristo è un personaggio di fantasia e
quindi la Chiesa sta imbrogliando l’umanità nella consapevolezza
di farlo.”
Cosa
significa per il cristianesimo dimostrare che Cristo non è
esistito? Commenta Cascioli: “Sarebbe la fine della Chiesa.
Significa cancellare dogmi fondamentali sui quali si basa il
cristianesimo e il cattolicesimo. Scomparendo la figura di Cristo
uomo che sarebbe venuto sulla terra per riscattare il peccato
Originale, la dottrina cristiano-cattolica crollerebbe
all’istante. Le conseguenze immediate: scomparirebbe il sacramento
dell’Eucarestia.
Nessun prete
potrà più dire: “Questo è il corpo di Cristo”, cioè il corpo
di un personaggio mai esistito. Oltre che una dichiarazione ridicola
e assurda diverrebbe una truffa perseguibile per legge in tutti i
paesi, come per chiunque inventasse l’identità di una persona
inesistente e la proponesse come vera. La Chiesa non potrà mai più
avvalersi del dogma della Transustanziazione, cioè il vino e il
pane che si trasformerebbero nel momento della consacrazione nel
“sangue” e nel “corpo di Cristo”, cioè nel sangue e nel
corpo di un personaggio mai esistito. Diverrebbe impensabile
diffondere il dogma della Santa Trinità: Dio-Padre, Dio-Figlio e
Dio-Spirito Santo dal momento che il Dio-Figlio risulterebbe essere
un personaggio non esistito. E questi sono solo alcuni tra i tanti
dogmi e assiomi della fede che andranno in pezzi sciogliendosi come
neve al sole”. Si tratta di una denuncia contro la Chiesa
Cattolica, sottolinea Cascioli: “la Chiesa sostiene un’impostura
basata su falsi documenti, quali la bibbia e i vangeli”.
Per
rispondere alla domanda che oggi tutti si pongono, dopo aver letto
“Il Codice da Vinci”, se Maria di Magdala era sposata o no con
Gesù, bisogna soffermarci a considerare altre due persone, quali
Lazzaro e Menahem, che risultano essere coinvolte in questo
matrimonio sia dai Testi Sacri che dai libri storici.
Nei vangeli
si legge che Gesù era il maestro di una squadra formata da dodici
discepoli, che Maria di Magdala era colei che a Betania gli aveva
lavato i piedi e che Lazzaro era fratello di Maria di Magdala,
nonché figlio di Giairo. Vedi miracolo della resurrezione (Mt.
9,18- Mc. 5,11– Lc. 8,4 – Gv. 11). (Per capire la paternità
attribuita a Giairo basta considerare che tutti e quattro i
racconti, anche se cambiano in alcuni particolari, si riferiscono
sempre e comunque alla stessa persona, cioè a Lazzaro).
Dai testi
storici risulta che Gesù è stato costruito sulla figura di
Giovanni, figlio primogenito di Giuda il Galileo e capo di una banda
di rivoluzionari (Bohanerges).
Da Giuseppe
Flavio veniamo inoltre a sapere che Lazzaro, figlio di Giairo, era
legato da vincoli di parentela con Menahem, figlio dello
stesso Giuda il Galileo. (Guerra Giudaica).
Sarà da
questa parentela che potremo, oltre che confermare l’esistenza del
matrimonio, trarre anche un’ulteriore prova della non esistenza
storica di Gesù, parentela che risulterebbe incomprensibile se lo
sposo fosse veramente figlio di Giuseppe e non di Giuda il Galileo.
Menahem e Lazzaro, quali fratelli dei due coniugi, l’uno
dell’uomo e l’altro della donna, ci confermano, con la loro
parentela di cognati, che il matrimonio esisteva e che lo sposo era
il primogenito di Giuda il Galileo.
Che Gesù,
alias Giovanni di Gamala, fosse marito di Maria di Magdala ci viene
ancora confermato da altri documenti che si riferiscono a quella
banda dei Bohanerges che i falsari hanno trasformato in una
squadra di discepoli predicatori di pace:
Dal vangelo
di Filippo ritrovato in Egitto nel 1945 durante le ricerche
archeologiche: “Maria, che era la consorte del Signore, andava
sempre con lui. Il Signore amava Maria di Magdala più degli altri
discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca”.
Nel papiro
8502 di Berlino, detto vangelo di Maria, si parla della gelosia e
del risentimento che gli altri discepoli, e soprattutto Simone,
provavano per la predilezione che il Signore riservava a Maria:
“Ha forse il Signore parlato in segreto alla sua donna prima che a
noi senza farlo apertamente? (è Simone, altro figlio di Giuda il
Galileo, che parla) Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei?
Forse egli l’ha anteposta a noi?”
Dal vangelo
copto viene riportata un’altra contestazione di Pietro contro
Maria di Magdala: “Simone, detto Pietro, disse agli altri
accoliti: <<Maria deve andare via da noi perché le femmine
non sono degne della vita>> e il Signore , avendolo sentito,
si rivolse a loro dicendo: << Ecco, io la guiderò da farne un
maschio, affinché diventi una combattente come noi>>.
Soltanto il
disprezzo che dimostra Simone verso le donne dicendo che non sono
degne di vita, sarebbe già di per se sufficiente per dimostrare che
abbiamo davanti una banda di rivoltosi giudaici seguaci delle leggi
Mosaiche nella forma più estremista.
A questo
punto, penso che non sia troppo avventato supporre che tra i
presenti a quella cena di Pasqua che precedette la rivolta, ci fosse
anche lei, Maria di Magdala, quale moglie di Giovanni di Gamala e
membro attivo combattente della banda dei Bohanerghes>>.
(Dal libro “Favola di Cristo”, Cap.12, uscito il primo gennaio
del 2002 quando ancora nessuno aveva scoperto che nell’ultima cena
di Leonardo da Vinci si nascondesse il volto di una donna in quello
del discepolo Giovanni, discepolo che, in realtà, non c’era, non
poteva esserci, perché il vero apostolo amato da Gesù era Lazzaro.
Ma questo fa parte di un altro capitolo).
Alla luce
delle menzogne e degli inganni della chiesa ampiamente dimostrati, tace su tutto. E’ risaputo che la chiesa
non ha mai generato alcuna verità, oltre all’inganno per
governare le menti dei più deboli, per poi assoggettarle al potere
affinché la vera verità non fosse mai conosciuta e l’umanità
rimanesse schiava per sempre. Ma nulla in questa vita è per sempre ….
Neppure l’inganno. Quando le menti saranno risvegliate la chiesa
scomparirà e gli uomini potranno incominciare ad evolversi verso la
luce dell’Oltre.
E da quel
momento ricomincerà la liberazione dell’anima dalla schiavitù di
Dei malvagi sostenuti dalla chiesa e dalle forze del male che
versano il sangue degli innocenti per pura sete di potere. Se gli
umani non fossero posseduti dalle tenebre, riuscirebbero a vedere
che la Bibbia e i Vangeli sono stati usati come la clava e la
carota. La Bibbia come una clava perché è terrificante ciò che
scaturisce. Il messaggio che attraversa la Bibbia è un messaggio di
morte, di paura, di vendetta, di guerra, di sterminio e di
onnipotenza di cui gli uomini sono piccole pedine rese schive e per
questo servi senza alcun diritto. I vangeli canonici sono stati
usati per compensare il terrore che scaturisce dalla bibbia, con
messaggio di solidarietà e fratellanza …… ma mentre la chiesa
predicava tali ammiccamenti ad esseri terrorizzati e privi di volontà,
compiva terribili massacri e sevizie contro esseri innocenti che
avevano il solo torto di non accettare le loro menzogne.
La chiesa
per paura che il suo potere fosse messo in pericolo non esitò a
sterminare milioni di persona in tutta l’Europa. Tra gli stermini
più efferati troviamo quello contro i Catari. Uno sterminio
inimmaginabile: Oltre centomila persone: donne uomini e bambini
furono trucidati solo perché in opposizione alla dottrina della
chiesa cristiana.
Un altro
sterminio abominevole fu l’annientamento dell’ordine dei
templari. Migliaia di monaci che fino a poco prima avevano servito
la chiesa ….. e non entro nel merito di tutti i crimini commessi
dai templari, nonostante, furono tutti sterminati
per ordine del papa, perché la chiesa di Roma si sentiva
minacciata dal suo potere politico e dalle ingenti ricchezze
accumulate durante il periodo delle crociate.
E pere finire, se si dovessero sommare tutte le vittime
innocenti bruciate sul rogo dall’inquisizione in tutta Europa,
verrebbe fuori una cifra che renderebbe ridicolo l’olocausto degli
ebrei e il i morti di tutte le guerre in questo ultimo millennio.
Sono quasi 50 milioni le anime massacrate dalla chiesa per mantenere
il suo potere e le sue menzogne. Altro che Dio!! Solo i seguaci di
demoni potevano commettere crimini tanto innominabili.
L’esaltazione
della violenza e il disprezzo per la vita umana, cioè il
capovolgimento di quell’amore verso il prossimo che si vorrebbe
tipico dei cristiani, si manifestarono appena il cristianesimo cessò
di essere perseguitato. “Prima della vittoria del
Cristianesimo”, nota il teologo tedesco Carl Schneider, “si
pretendeva che lo Stato non potesse costringere nessuno a venerare
una determinata divinità, ma poi, con la stessa determinazione, si
pretese che esso dovesse costringere tutti all’adorazione del Dio
proprio dei cristiani, anche con l’uso di ogni forma di
violenza”.
Le
guerre di sterminio, i massacri e gli omicidi per la fede, istigati
o sostenuti, spesso ordinati e talora anche eseguiti dai papi, non
furono episodici ma sistematici, per almeno tredici secoli. Andarono
dalle campagne del IV-V secolo contro il vecchio paganesimo fino a
quella condotta nell’VIII-IX secolo da Carlo Magno contro i
sassoni, passati a fil di spada se non si convertivano, dalle
crociate contro i turchi alla “riconquista” della Spagna contro
gli Arabi, dai roghi dell’Inquisizione, attiva per oltre sei
secoli, alla crociata promossa nel 1208 da Innocenzo III per
sterminare gli Albigesi e alle altre persecuzioni contro gli
eretici, dalle guerre di religione concluse con la guerra dei
Trent’anni (1618-48) alla conversione forzata degli indios.
Voltaire
calcola che siano stati uccisi per ragioni di fede, solo in Europa,
circa 9 milioni e mezzo di cristiani, senza contare i milioni di
“infedeli” o gli indios delle Americhe.
Si
devono poi aggiungere i milioni di vittime delle rivolte contadine
(centomila solo in quella del 1525 in Germania),
sanguinosamente represse per tutto il Medioevo da vescovi-conti o
feudatari laici benedetti dai papi, dai vescovi cattolici e da
Lutero, nell’intento di difendere l’ordine sociale fondato sullo
sfruttamento dei servi della gleba. Il male si impossessò del mondo
quando la chiesa si inventò Dio e Gesù per terrorizzare e dominare
l’umanità.
Agostino
fu il primo a sostenere, già nel V secolo, la “conversione
coatta” e la necessità di ricorrere all’intervento statale
contro gli eretici. Tommaso d’Aquino, soprannominato il “dottore
angelico”, affermò che è “un delitto molto più grave
falsificare la fede, che è la vita dell’anima, che falsificare il
denaro, che serve alla vita mondana”. Se quindi per i
falsari vige la pena di morte è giusto che gli eretici “non
soltanto possano essere cacciati dalla comunità ecclesiale, ma
anche a buon diritto giustiziati!”.
A
queste idee si ispirò l’Inquisizione, cioè la “ricerca”
degli eretici, già iniziata in epoca carolingia e regolamentata con
il decreto Ad abolendum di Lucio III che fissò nel 1184 la pena del
rogo per i peccatori. Con Gregorio IX tale procedura divenne
un’istituzione denominata Santa Inquisizione. Innocenzo III con la
bolla del 1199 Vergentis in senium trasformò il reato di eresia da
reato religioso in reato contro lo stato, rendendolo così
perseguibile dai tribunali civili di tutti i paesi europei. E non
sarà male notare come ancora oggi papa Ratzinger cerchi di
trasformare in un "reato" perseguibile dallo stato ciò
che la Chiesa condanna come "peccato", come i Pacs e
l'aborto. Innocenzo IV, con la bolla Ad extirpanda del 1252,
introdusse e legittimò il ricorso alla tortura per “portare alla
luce la verità” obbligando inoltre i governanti “ad eseguire la
pena di morte sui colpevoli entro cinque giorni”.
Circolari
dei papi Alessandro VI, Giulio II, Leone X, Adriano IV spinsero
espressamente gli inquisitori tedeschi, francesi e italiani a
perseguitare la “setta delle streghe” e, secondo gli stessi atti
del Simposio internazionale sull’Inquisizione, indetto dal
Vaticano nel 1998, “papa Leone X nel 1521 scrisse una bolla
violenta nella quale autorizzava gli inquisitori a scomunicare le
autorità civili che dovessero opporsi ai roghi delle streghe
condannate dal Santo Ufficio”. In soli 10 anni vennero bruciate
vive 30.000 streghe.
Paolo
III, il papa del Concilio di Trento, riformò l’Inquisizione
romana su modello di quella spagnola con la bolla Licet ab initio in
cui avvertiva di voler punire quanti persistessero nell’eresia
“in modo tale che la loro pena diventasse un esempio per gli
altri”.
Nel
1556 Paolo IV istituì per la domenica successiva al 5 novembre un
rogo solenne, concedendo l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli
che vi avessero assistito e nel 1557, con la Pro votantibus, diede
al Tribunale dell’Inquisizione “licenza e facoltà [di emettere]
voti e sentenze che comportassero tortura, mutilazioni e spargimento
di sangue, fino alla morte inclusa, senza per questo incorrere in
censura o irregolarità” e poco dopo dispensò cardinali e
inquisitori “dall’irregolarità in cui incorrevano infliggendo
tortura reiterata”.
Per
la severità con cui punì la bestemmia, l’immoralità, la
violazione dei giorni festivi e per lo zelo con cui fece eseguire le
condanne a morte decise dagli Inquisitori, si distinse Pio V, papa e
santo, che nel 1572 minacciò la pena di morte anche a chi
scriveva o leggeva gli “Avvisi”, antenati dei giornali
moderni… Tristemente noto per le esecuzioni capitali di massa fu
papa Sisto V.
È
solo un parzialissimo spaccato dell’album di famiglia di Wojtyla,
Ratzinger, Ruini e altri personaggi così amorevolmente solleciti
verso il destino dell’embrione…
Vi
sembrano atti di persone che amano un Dio di misericordia e di
amore? Io non ho dubbi: sono esseri demonici.
Ma
cosa spinge gli umani a cercare la protezione in un Dio? – In
estrema sintesi, si può dire che il bisogno di un Dio creatore deriva sia dalla paura della morte che dalla paura
dell’ignoto. Tali paure rendono gli umani molto fragili, perché
non hanno ancora raggiunto la giusta consapevolezza e conoscenza che
le entità viventi ovunque esistono, per sentirsi libere devono
conquistare la consapevolezza che ove esistono signori e padroni, può
esistere solo la schiavitù. Un’ anima veramente evoluta e libera
possiede in sé tutta la forza e la consapevolezza della propria
eternità, tra gli innumerevoli mondi e dimensioni, oltre l’attuale
e misera esistenza da schiavi.
Il
sito di Luigi Cascioli: http://www.luigicascioli.it/home_ita.php
20
Marzo 2007 - Mistic.it
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