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immagine era glaciale

Premessa

Lo studio degli effetti del (CO2) scaricato nell'atmosfera ormai è a livello di disastro ambientale. Leggendo le documentazioni fornite dagli studiosi, tutto lascia credere che ci sia ancora un margine di tempo per porre ripari affinchè l'umanità non venga travolta da terribili tragedie dovute al cambiamento climatico. Dal rapporto Meeting The Climate Challenge, che avrete modo di leggere in questa stessa sezione, emerge, che il punto di non ritorno si trova a 2°C sopra la temperatura media prevalente nel 1750, prima della Rivoluzione Industriale, quando, cioè, le attività umane per prime cominciarono ad avere effetti sul clima, in particolar modo la produzione di gas a effetto serra, come il biossido di carbonio (CO2), il quale trattiene il calore del sole nell'atmosfera. Tuttavia, lo studio mette in evidenza che da allora la temperatura globale media è già aumentata di 0.8 gradi, con aumenti maggiori in corso: quindi, il pianeta ha poco più che un singolo grado di temperatura prima di raggiungere il punto cruciale.

Penso sia inutile girarci intorno, i 2C sono stati ampiamente superati e penso che tutti ne sono a conoscenza dato il caldo insopportabile di questi ultimi anni. Se a questo aggiungiamo che l'asse terrestre si è spostato e la frequenza vibratoria del pianeta in meno di un secolo è praticamente raddoppiata, non ci vuole molto a capire che forse già siamo al punto di non ritorno. In Francia nell'estate del 2003 sono morte per il caldo 15.000 persone e oltre 60.000 in tutta Europa. Non è mia intenzione creare allarme ingiustificato, ma chi segue in modo serio lo studio degli effetti del clima, sa bene che c'è poco da stare allegri. Le istituzioni sono avare a comunicare notizie riguardo lo stato del clima per ragioni anche comprensibili di allarmismo e isterismo che potrebbe coinvolgere le popolazioni, ma è sempre meglio sapere per preparasi a fronteggiare il peggio, piuttosto che essere vittima designata. Non credo di essere eccessivo nelle mie dichiarazioni dato che dopo aver letto gli articoli sul clima e le future implicazioni, risulterò addirittura superficiale.

Questo inverno, per la prima volta in Italia e nel resto dell'Europa e del mondo intero, abbiamo sofferto temperature classificate di livello polare. Vorrei tanto sbagliare, ma se le comparazioni fatte dal sottoscritto sono esatte, la prossima estate sarà caldissima .... più dell'estate del 2003. Questo potrebbe significare, (il condizionale è d'obbligo) che quei 10 anni di cui dicono ancora disponiamo per porre ripari, in realtà sono virtuali. Primo perchè dubito fortemente che i signori delle multinazionali adegueranno i loro impianti per ridurre drasticamente il CO2 nell'atmosfera. Secondo se impiegheranno 10 anni per ridurre tali emissioni comunque non sarà sufficiente per evitare la catastrofe, dato che per poterla evitare si dovrebbe porre rimedio da oggi stesso, sperando che in questi 10 anni il CO2 si riduca drasticamente. Intanto i poli per metà sono già sciolti.

Il mio consiglio, è di cercare in tutti i modi possibili di trasferirsi lontane dalle città costiere .... possibilmente ad una altezza di circa 900 metri, in una casetta con almeno 5000 mq. di terreno, e prepararsi al peggio. E, se tutti gli studi riferiti al clima si riveleranno inesatti, male che vada avrete una deliziosa casetta in campagna per trascorrere il fine settimana.

Come vedete cerco di essere ottimista ..... ma se fossi in voi mi darei seriamente da fare con quella casetta.

In ogni caso continuerò a documentarmi e seguire gli studi in merito al clima e, regolarmente aggiornerò questa sezione con nuove  notizie per tenervi informati. Sarà un vero osservatorio.

5- luglio 2002 Mistic.it  

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