|
Il campo
magnetico terrestre è la risultante dello sfregamento degli strati nel
nucleo interno della Terra che generano energia che fuoriesce verso gli
strati più superficiali. L'energia meccanica si trasforma in energia
elettromagnetica, il medesimo fenomeno, per fare un esempio, che provoca
il generatore dell'auto, dove l'energia meccanica viene convertita in
energia elettrica. Il prestigioso periodico
“Nature” ha pubblicato i risultati di uno studio fatto dal dottor
Gauthier Hulot, ricercatore presso l'Institute Physique du Globe di
Parigi.
Questo studio suggerisce come il campo magnetico della Terra si
stia modificando. Da tempo era noto che questo campo magnetico si stava
man mano indebolendo e una sua inversione era ormai imprevedibile, ma
che il fenomeno si stesse manifestando
in particolari zone del nostro pianeta rappresenta una novità. La
scoperta è stata fatta confrontando i dati del satellite Magsar
risalenti a circa un ventennio fa con quelli recenti trasmessi dal
satellite danese Oersted. Si è scoperto, per la prima volta, che
particolari punti, situati nelle aree più centrali della Terra,
composti da materiali fluidi contenenti ferro, il materiale che genera
il magnetismo terrestre, emanano un flusso energetico invertito.
Queste
fonti energetiche sono situate in due distinte aree geografiche: in
prossimità della punta dell'Africa, dove si è scoperto che l'energia
del campo magnetico si dirige verso il centro della Terra, muovendosi
esattamente nella parte opposta rispetto a quanto accade normalmente; in
prossimità al Polo Nord dove si verifica il medesimo fenomeno di
inversione energetica.
Questo fenomeno desta molta preoccupazione nel mondo scientifico. Il
dottor Peter Olson, della Johnson Hopkins university, sostiene che
questa trasformazione energetica è all'inizio e continuerà portando a
un'inversione completa del magnetismo terrestre. Non si conoscono ancora
le conseguenze sull'ecosistema e sull'uomo. Secondo Peter Olson, l'uomo
non avrà certo dei benefici visto che dovrà confrontarsi con
fortissime tempeste solari che intensificheranno i raggi ultravioletti
con un conseguente allargamento del buco d'ozono.
Istituzioni
scientifiche citate nell'articolo:
Institute
Physique du Globe
Johnson
Hopkins university
15-
luglio 2005 Mistic.it
|