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Intervista a Padre Brune
Intervista realizzata durante il 5° Incontro di Studi Paranormali di Torino
a Padre F. Brune, teologo, esperto in fenomeni paranormali, autore del libro " I
morti ci parlano" ed. Mediterrania. Padre Brune, qual'è la domanda che la gente
più spesso le rivolge? L'
aldilà esiste davvero, c'è la possibilità di comunicare con chi non è più qui
con noi?
Si,
queste domande sono le più frequenti, perchè ci sono molte persone che hanno
perso qualcuno di caro, figli, mariti, etc., e cercano naturalmente una
sicurezza sulla sopravvivenza e sull' amore dei loro cari. Credo che
generalmente non abbiano una risposta abbastanza esauriente da parte della
Chiesa, e quindi cercano di incontrare non un'altra verità, ma un
completamento.
Come mai la Chiesa è sempre restia nel dare il proprio benestare in chi
cerca questo tipo di contatto extradimensionale
?
Naturalmente c'è sempre un pericolo con questo
tipo di cose. Può sempre trattarsi di ciarlataneria, può divenire una mania, una
droga, e possono arrivare messaggi che potrebbero disturbarci. Per questo la
Chiesa deve rimanere cauta e prudente.
Credo però che troppa prudenza non porti da nessuna parte. Si dovrebbe
aiutare la gente nel fare la distinzione, come diceva S.Paolo, fra gli spiriti
che potrebbero aiutarci, e gli spiriti che potrebbero invece disturbarci. Il
ruolo della Chiesa dovrebbe essere questo, e non quello di impedire
tutto.
Lei
ha scritto un libro, " I morti ci parlano". Ha quindi avuto una prova diretta
personale che l' aldilà esiste?
Non ho fatto mai esperienze dirette personali,
ma da un lato vedevo tutte le esperienze dei Santi, che sono piene di esperienze
paranormali. Ho studiato molto la vita dei Santi.
Vedo
dall'altra parte poi che molti teologi perdono la fede della vita eterna, ed
adesso abbiamo attraverso le esperienze in punto di morte, e attraverso le
comunicazioni dall'aldilà, come la scrittura automatica, o anche la
trans-comunicazione strumentale, quindi messaggi
che possiamo registrare con normali apparecchi radio-registratori, delle belle
esperienze. Credo quindi che ora non ci siano solo più indizi ma vere prove.
Sono stato molte volte accanto a persone che si mettevano in contatto, con
bellissimi risultati.
E
quindi ho deciso di mettere insieme tutte queste testimonianze nel mio
libro. Grazie di tutto.
Paola
Giovetti è una giornalista specializzata nel campo paranormale. E' autrice di
moltissimi volumi, dedicati in gran parte alla medianità ed allo
studio
dei fenomeni paranormali. Vive e lavora a Modena. Nel 1985 è stata
co-conduttrice con
Alessandro Cecchi Paone della prima trasmissione RAI dedicata ai fenomeni
paranormali, " MISTER'O". Tutt' ora collabora con molte testate
giornalistiche, come Astra e Visto.
Dott.sa Giovetti, come mai ci sono sempre più persone interessate ai contatti
extra-dimensionali?
E'
un' esigenza molto umana, che credo sia sempre esistita. Da che mondo è mondo
si hanno notizie di tecniche, di pratiche, di tentativi per mettersi in contatto
con altre dimensioni, con chi già ci abita o si presume ci abiti. Questo viene
fatto in maniera più aperta ed evidente perchè evidentemente si sono abbattuti
tanti tabù, tanti timori, tanti rischi. Oggi si possono fare liberamente molte
più cose rispetto ad anni fa, senza il rischio di essere scambiati per
visionari od essere derisi.
Dopo
tanti anni di ricerca, quale si presume che sia il suo punto di arrivo?
Io
mi sono convinta di alcune cose, e cioè, che nell' uomo esistano delle
potenzialità che possono essere rivelate e conosciute, naturalmente in alcuni
sono a livelli maggiori che in altri, però ci sono queste possibilità di
percezione extra-sensoriale, che significa di ricevere e trasmettere
informazioni senza l'uso dei 5 sensi, e questo vale per un vastissimo campo, un
vastissimo spettro di fenomeni. Poi mi sono anche convinta, che con ogni
probabilità qualcosa di noi sopravvive alla morte, e può in certe condizioni
essere contattato, ci può essere una comunicazione tra la nostra dimensione e
quella post-mortale.
Lei
ritiene giusto che l'uomo cerchi questo tipo di contatto?
Chiaramente
non deve essere un' evocazione costrittiva. Credo che ci possa mettere in
contatto sia anche da un punto di vista intellettuale, e cioè studiando,
leggendo e rendendosi conto di quello che si sa in questo campo, anche facendo
deduzioni filosofiche. Poi ci sono alcune tecniche o pratiche per mettersi in
contatto, quelle che vengono seguite anche qui, attraverso i medium, che sono
dei canali. Ora, questi medium, che si sperimentano come dei canali, si mettono
semplicemente in condizione di disponibilità. Cioè, non chiamano nessuno. Poi
se qualcuno dall'altra parte vuole venire a comunicare, questo può avvenire.
E'
una posizione molto diversa.
Nella
sua ricerca, quale è stata la persona che più le ha dato di più?
Potrei
citarne parecchi. Per esempio ho conosciuto abbastanza bene Gustavo Rol, qui di
Torino, che mi ha lasciato un' impressione incancellabile, per la sua signorilità,
per l'ampiezza dei fenomeni che sapeva condurre con estrema semplicità, per l'
humor, la gentilezza , l' eleganza. Unico, e credo irraggiungibile.
Un'
altra persona che ho conosciuto molto bene, è stato Roberto Setti, del Cerchio
Firenze 77, una persona deliziosa, umile, che non attribuiva nulla a se stesso.
Lui
si viveva come canale, e tutto quello che avveniva passava solo attraverso di
lui.
Lui
voleva essere un canale puro, per trasmettere un messaggio puro.
Il
fatto che queste persone non siano più tra di noi, può essere un motivo di
ricerca più valido per stabilire un contatto con loro che hanno dedicato la
loro vita a fenomeni di questo tipo?
Io
non cerco a tutti i costi il contatto. Se questo deve accadere, accadrà.
Credo
sia stata già una grande fortuna l'averli conosciuti, aver fatto esperimenti
con loro, sapere che certe possibilità esistano.
L'ultima
domanda, gli scettici sono degli infelici?
Ma
credo di si....Dio mio, un poco scettici lo siamo tutti. Poi io sono una
giornalista, e quindi devo essere scettica. Tutte le volte che incontro una
persona nuova sono sempre molto attenta nel non lasciarmi influenzare troppo da
facili illusioni...
Ma
di fronte all'evidenza.....
Di
fronte all'evidenza io sono apertissima nell' accettare i fenomeni.
Gli
scettici ad oltranza, gli scettici a tutti costi, quelli che rifiutano di vedere
per paura di dover accettare cose contrarie alla loro impostazione, io li
considero degli infelici. Si privano di conoscenze, di apprendimenti che
potrebbero gratificarli molto.
tratte da: viaggio
nel mistero
21-
sett. 2002- Mistic.it
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