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la costellazione invernale
per eccellenza, quella di Orione appunto,
che nelle sere limpide
dei mesi più freddi, è
la
più facile da rintracciare e seguire lungo tutto il suo
arco celeste. Sorge a Est, dopo l'imbrunire;
culmina a Sud, nelle prime ore della notte; tramonta a
Ovest, a notte inoltrata. Si tratta di un raggruppamento
di stelle dalla forma caratteristica, cui gli antichi
greci e latini avevano associato la leggenda di uno
sfortunato cacciatore gigante, ucciso per invidia dalla
dea Diana. UN LABORATORIO PERFETTO
PER CAPIRE IL CIELO - La costellazione di Orione
è uno straordinario
laboratorio per quanti, dopo essersi
accostati all'astronomia pratica con le consuete
osservazioni del Sole, della Luna
e dei maggiori pianeti,
desiderano spingersi oltre, cominciare lo studio
dei vari tipi di stelle, della loro evoluzione, e delle
forme che assume la materia diffusa nello spazio
interstellare. Viste a occhio nudo, le stelle
di Orione disegnano un contorno poligonale, con tre
stelline di traverso in posizione mediana e altre tre
verticali più in basso. In questi tratti essenziali,
scrittori e poeti classici intravedevano la testa, le
spalle, la cintura, lo spadino e i piedi del mitico
cacciatore. Il primo esperimento che si può fare
dopo aver identificato Orione a occhio nudo, consiste
nel disegnarne le stelle su un
foglio di carta, con pallini più o meno grandi
secondo la loro luminosità. Ripetendo la prova da località
differenti, per esempio il centro urbano,
la periferia,la
montagna, il mare o la campagna, si noterà come
varia, a causa
dell'inquinamento luminoso, il numero
delle stelle visibili: meno illuminazione c'è, più se ne
vedono. L'esperimento potrà essere completato
con alcune foto eseguite con normali macchine
fotografiche, caricate con pellicola a alta sensibilità
e poste su treppiede, in modo da poter lasciare aperto
l'otturatore per tempi di posa di uno, due o tre
minuti. LA STELLA PIU' LUMINOSA
- Un osservatore attento noterà che la stella più luminosa
di Orione, quella che individua la
spalla sinistra (per chi guarda) del
cacciatore, appare di un colore rosso, che si
apprezza particolarmente attraverso un binocolo o un
telescopio . Gli arabi la battezzarono
Betelgeuse, che significa spalla. Gli astronomi
moderni hanno scoperto che è una stella enorme, con un
diametro circa 600 volte maggiore del Sole. Se
fosse messa al centro del nostro sistema solare, il suo
disco inghiottirebbe tutti i pianeti più interni:
Mercurio, Venere, Terra e Marte; e la sua atmosfera si
estenderebbe fino all'orbita di Giove. Grazie al suo
gigantismo e alla sua relativa vicinanza, 520
anni-luce da noi, Betelgeuse è stata la prima
stella sulla cui superficie è stato possibile
identificare chiazze brillanti su un fondo più scuro,
causate probabilmente da vortici gassosi. La temperatura
superficiale di Betelgeuse è relativamente più bassa
rispetto a quella del nostro Sole.
RIGEL, AL PIEDE DEL
CACCIATORE - Al piede destro del cacciatore
troviamo Rigel, che a noi appare
la
seconda stella più luminosa di Orione,
caratterizzata da un intenso colore blu.
Anche Rigel, che dista da noi 900 anni
luce,è più grande del Sole, ma solo
una sessantina di volte. La luce irradiata
da questa stella è 50.000 volte maggiore rispetto
a quella del Sole. Si è calcolato che se Rigel
potesse essere avvicinata fino a qualche anno-luce dalla
Terra, per esempio alla distanza di Alfa Centauri, la
vedremmo brillare quanto la Luna Piena.
L'EVOLUZIONE DELLE
STELLE - L'osservazione di queste due
stelle di Orione, entrambe molto brillanti,
ma così diverse nelle caratteristiche
fisiche, permette di fare qualche considerazione
sull'evoluzione stellare. Rigel è un esempio
di stella giovane (pochi milioni di anni), ad
alta temperatura superficiale
(11.000 gradi) e di grandi dimensioni. Come
dicono gli astronomi, è una «supergigante blu» . Betelgeuse è, invece,
un esempio di stella vecchia (diversi
miliardi di anni), a bassa temperatura superficiale
(3.000 gradi) e di grandissime dimensioni. Stelle di
questo tipo sono chiamate «supergiganti rosse».
LE LORO DIFFERENZE
- In
genere, le stelle,
quando sono giovani
come Rigel, bruciano
più rapidamente il loro combustibile nucleare
(l'idrogeno), sono caratterizzate da
temperature superficiali elevatissime e ci
appaiono di colore blu o azzurro. Quando sono di mezza
età, come il nostro Sole, che ha 5
miliardi di anni, hanno temperature
superficiali attorno a 6.000 gradi e
colorazione
gialla.Quando sono vecchie come
Betelgeuse (diversi miliardi di anni), si
dilatano e si esauriscono con esplosioni
immani, hanno temperature superficiali più basse
e assumono una colorazione rossastra. M42 - Restando sul tema
dell'evoluzione stellare, la costellazione di Orione
offre la vista di una sorta di grembo cosmico da cui
sono partorite nuove stelle. Si tratta della
nebulosa di gas e polveri che gli astronomi indicano con
la sigla M42. Si trova nello spadino di Orione e,
dalle località più scure, può essere osservata
addirittura a occhio nudo come una tenue lattiginosità.
Ma è al telescopio o, meglio, in una foto a lunga posa,
che M42 rivela tutta la sua bellezza. M42 dista da
noi 1500 anni luce e si estende per qualche decina di
anni luce. Al suo centro si trovano quattro stelle
giovanissime, denominate «il trapezio»,
partorite dalla condensazione della materia
nebulare. Spostandoci sotto la parte sinistra della
cintura di Orione, l'osservazione
al telescopio rivela un'altra bellissima nebulosa «Testa
di cavallo», così chiamata per la forma di un suo
particolare.
Franco Foresta Martin
Fonte: corriere della sera 06 -
Febbraio 2002 Mistic.it
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