Chiarito
questo, dobbiamo divenire coscienti che con la nostra mente noi
siamo in grado di dare vita a tutte le immagini che vogliamo, sia
negative che positive, e a seconda di esse influire sia sul nostro
stato d’animo che sulla nostra salute.
E
qui veniamo a tutte quelle visualizzazioni che possiamo produrre
consapevolmente e con lo sforzo della nostra volontà. Chiediamoci,
perché non utilizzare un’attività immaginativa che si basi su
convinzioni positive dato che giocherebbe completamente in nostro
favore?
E’
ormai largamente accettato e dimostrato, ad esempio, che vi è una
connessione strettissima fra emozioni e malattie e ricercatori di
tutto il mondo concordano sul fatto che esista un legame fra
le emozioni negative e l’indebolimento delle nostre difese
immunitarie. Analogamente, le convinzioni positive provocano
emozioni positive come serenità, buon umore, voglia di vivere, ecc.
e le ricerche hanno dimostrato l’esistenza di uno stretto rapporto
tra questo tipo di emozioni e una efficiente risposta immunitaria.
Un
caso divenuto ormai famoso in tutto il mondo è quello presentato
dal dottor Carl Simonton (1), un radiologo dell’Università del
Texas che nel 1971 si trovò a visitare un paziente di sessantun
anni affetto da un tumore alla gola, ormai in stadio avanzato. La
prognosi era particolarmente sfavorevole e il dottor Simonton non
credeva probabile che l’uomo potesse rispondere positivamente al
ciclo di radiazioni generalmente prescritto in casi del genere.
Quindi, suggerì al paziente di provare anche con la tecnica delle
visualizzazioni e di ripeterla parecchie volte al giorno. La tecnica
consisteva, inizialmente, nel visualizzare il cancro in un modo
vivido, realistico e poi di provare la stessa cosa relativamente al
suo sistema immunitario. Il paziente, si costruì un immagine
mentale delle sue cellule immunitarie come se periodicamente si
trasformassero in una tempesta di particelle bianche, simili a
fiocchi di neve, che investivano e sovrastavano un ammasso di roccia
scura identificato con il suo cancro. Nel giro di qualche settimana
il tumore era realmente regredito e dopo circa due mesi scomparso
del tutto. Ma casi simili non sono rari e vengono ormai documentati
con sempre maggiore serenità anche dal mondo scientifico. E’ il
potere della mente sul corpo che oggi non va più trascurato.
Del
resto, se ogni malattia, o sintomatologia più o meno grave e di
qualunque natura sia, non fosse assolutamente influenzabile dalla
mente del soggetto che ne è affetto, allora ci troveremmo davanti a
dei percorsi standard senza alcuna variazione sul tema. Invece, è
ormai ben chiaro e visibile a tutti che ogni ammalato segue un
proprio percorso, solo il finale può essere lo stesso e anche
relativamente a questo nemmeno la scienza medica riesce ora a dare
risposte certe.
Naturalmente
in guarigioni del tipo di cui abbiamo descritto, possono intervenire
anche mille altri fattori a modificarne il decorso ma di certo le
visualizzazioni che il paziente ha adottato hanno avuto la loro
parte sostanziale.
Le
immagini mentali, dunque, possono provocarci emozioni positive e
servono a migliorare il nostro stato fisico e psichico. Le
visualizzazioni in tal modo ci permettono di divenire padroni e
guaritori di noi stessi, senza naturalmente escludere l’intervento
del medico o del supporto farmacologico, ma richiedendolo nella
giusta misura e nelle opportune condizioni.
Ma
vediamo in quali casi utilizzare le visualizzazioni e qual è il
modo ottimale per realizzarle.
Le
immagini mentali possono essere utili per una svariata gamma di
patologie e sintomatologie. In pratica, non ci sarebbero limiti alle
modificazioni corporee che una visualizzazione può apportare e
tutti noi possediamo questa capacità e possiamo modificare e creare
gli esercizi a nostro piacimento; esistono solo tempi e modi
personali che ciascuno deve imparare a riconoscere e rispettare.
Prima
condizione necessaria perché una visualizzazione possa realizzarsi
in maniera ottimale e apportare dei reali benefici è la tranquillità,
sia esterna che interna all’individuo. Un ambiente
silenzioso e confortevole, dove potersi sedere o sdraiare
comodamente e immergersi per una ventina di minuti dentro noi
stessi, rappresenta sicuramente un aiuto notevole al nostro lavoro
di introspezione. Ma non serve rifugiarsi in un’isola deserta o
richiedere a tutti i costi un silenzio assoluto. Alcuni rumori, se
lontani e non assordanti, possono anche contribuire alla
concentrazione, in quanto divengono rassicuranti per il nostro stato
d’animo. E’ il caso, ad esempio, del cinguettio degli uccelli o
del lieve picchiettio della pioggia contro i vetri.
L’aspetto
interiore della tranquillità, invece, riguarda il rilassamento,
inteso non come rilassamento profondo, come ad esempio può
ottenersi con l’ipnosi, bensì, cosciente e auto controllato. Il
rilassamento necessario per le visualizzazioni è quello che si
ottiene eliminando le tensioni muscolari, liberando la mente da
preoccupazioni o pensieri ricorrenti e regolarizzando il respiro.
A
questo punto si può cominciare a dare spazio alle immagini tenendo
presente che la visualizzazione sarà tanto più efficace quanto più
rispondente al vero e sentita come concretamente esistente.
Quindi,
altra condizione necessaria, perché una visualizzazione influisca
significativamente sul nostro corpo è la conoscenza dettagliata del
problema di cui soffriamo e della parte investita da esso. Ad
esempio, se abbiamo una forte emicrania e siamo consapevoli della
sua origine ipertensiva, possiamo più facilmente costruirci
un’immagine o una sequenza di immagini che si oppongano in modo
efficace al nostro malessere. Il processo è appunto quello di usare
il meccanismo opposto a quello che ci ha ingenerato il disturbo. E
tanto per tornare all’esempio dell’emicrania da ipertensione,
potrà risultare utile immaginare che sulla parte dolente scivolino
rivoli di acqua gelida che fanno defluire il sangue e allentare la
pressione. Così come se si hanno disturbi di tipo “accelerato”,
quali stress, aumento della frequenza cardiaca, ecc., servirà
utilizzare immagini che infondano tranquillità per indurre un
rallentamento.
Ma
naturalmente, le nostre immagini mentali oltre che influenzare
positivamente il decorso del nostro organismo sgomberando la mente
da pensieri negativi, preoccupazioni, ansie ecc., fungono da
prevenzione per eventuali futuri sviluppi di patologie. E non solo.
Le visualizzazioni possono influire positivamente o negativamente
anche sulle nostre capacità personali di realizzazione del sé, di
simpatia o antipatia. In definitiva, un atteggiamento mentale
improntato a positività può aiutare anche nel raggiungimento di
una qualunque meta.
Ad
esempio, vedersi come si vorrebbe essere, immaginarsi in delle
situazioni assertive che si oppongono a quelle che generalmente
subiamo può aiutarci a concretizzare le parti migliori di noi
stessi. La materializzazione quasi sempre seguirà la
visualizzazione.
Non
serve chiedersi se l’immagine che si sta usando sia quella giusta,
quella che permetterà il raggiungimento degli obiettivi o che ci
farà affrontare e vincere il problema nel modo adeguato. Dubitare
farà già sì che il potere di incisività diminuisca. E’
necessario, invece avere fiducia nella forza delle immagini. Quella
che si presenterà o che la mente costruirà sarà quella adatta. Ciò
che conta principalmente è immedesimarsi totalmente in
quell’immagine e far produrre ad essa l’effetto necessario
all’obiettivo che ci siamo posti.
Gli
esercizi avranno maggiore efficacia se saranno praticati con
costanza. I loro benefici si manifesteranno in modo immediato e
cumulativo apportando un nuovo equilibrio al disturbo o al malessere
che ci affligge nonché nuova voglia di vivere ed energia a tutto
l’organismo.
dott.ssa
Elisa Albano
(1)
citato in: DEEPAK CHOPRA - Guarirsi da dentro. Ed. Sperling
Paperback, Milano, 2002, p. 27, 28.