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Dopo aver analizzato
gli studi fatti, in campo medico e psicologico, su soggetti che
ricordavano altre esistenze ed effettuato una carrellata sui vari
metodi per far riaffiorare episodi e vissuti vecchi anche di secoli, chiediamoci ora
quale possa essere in ultima analisi il
senso della reincarnazione e a cosa poi, potrebbe servire,
in determinati periodi della propria vita, rammentare ciò
che si è stati e cosa si è fatto.
Una risposta a tutto questo può venirci dal cosiddetto
Karma (o karman), che in sanscrito sta ad indicare
semplicemente un'azione ma in senso più ampio il destino
che ciascuno di noi si costruisce a seconda delle gesta, dei
pensieri e delle esperienze che si sono effettuate nel
passato.
In pratica, l'esistenza attuale di un individuo, può essere
stata determinata da tutto ciò che di positivo o di
negativo ha commesso nelle sue incarnazioni precedenti. E
così come il presente diviene il prodotto di ciò che si è
stati, il futuro diverrà la risultante del passato e del
presente. Il karma, dunque, potremmo definirlo una legge di
causa ed effetto. Ad ogni azione corrisponde una reazione.
Ma il karma non deve essere inteso come punizione o
ricompensa. Il Karma diviene una scelta e nello stesso tempo
un cammino interiore di esperienze che necessariamente
bisogna intraprendere per acquisire cognizioni e attraverso
queste poter capire e accettare l'intera gamma di situazioni
umane. Solo quando si sarà compreso che l'anima, o la
coscienza individuale che dir si voglia, non ha sesso, non
ha razza, non ha credo e non ha tempo allora si sarà giunti
all'illuminazione e il karma non avrà più ragion d'essere.
A quel punto si potrà anche interrompere il ciclo delle
rinascite, oppure decidere liberamente di incarnarsi
nuovamente per fare da guida ad altre anime ancora lontane
dalla consapevolezza del proprio essere.
Dunque, scopo ultimo della reincarnazione è la nostra
evoluzione spirituale attraverso la "scuola
terrena", fino al raggiungimento della perfezione. In
questo lungo corso di apprendimento e di perfezionamento, il
karma con le sue leggi gioca un ruolo determinante.
Ma vediamo con degli esempi pratici come si realizza il
karma nella nostra vita di tutti i giorni.
Se, ad esempio, un soggetto in una sua vita passata ha
nutrito un forte pregiudizio, nei confronti di una razza o
di un gruppo di persone appartenenti a un certo ceto o credo
religioso, è molto probabile che nella sua vita attuale sia
nato egli stesso come membro di quella razza o quel gruppo
per comprendere appieno il senso di quell'appartenenza e
sostituire la tolleranza al suo preconcetto.
Naturalmente, è molto probabile che questo stesso
individuo, conservando a livello inconscio, il ricordo della
repulsione provata in un incarnazione precedente verso quel
tipo di raggruppamento, viva attualmente un forte disagio
nella sua condizione attuale, pur non riuscendo a
spiegarsene il motivo. D'altro canto anche un soggetto che
ha subito in passato una persecuzione da parte di qualcuno o
di un insieme di persone a lui ostile e ha provato a sua
volta un forte odio verso costoro, per certi versi esagerato
e irrazionale, può rinascere come appartenente a quello
stesso gruppo per ridimensionare le sue convinzioni e i suoi
sentimenti.
E anche in questo caso, il malanimo per le
angherie subite può protrarsi nella sua vita successiva
inducendolo magari a sfuggire alla propria condizione o a
inimicarsi i propri alleati o i propri parenti. Solo una
presa di consapevolezza dell'origine di tali disagi e
relazioni disturbate può sbloccare una situazione che
potrebbe protrarsi per ancora numerose incarnazioni e
impedire uno sviluppo personale e spirituale. Ogni problema,
disagio, inimicizia, odio o disistima deve essere decifrato
e scomparire dalla nostra anima per liberarci dai cosiddetti
"debiti karmici" che possiamo esserci costruiti
con determinate persone. Karma, quindi, vuol dire anche
sciogliere le situazioni problematiche che si sono venute a
creare lungo le nostre esistenze e portare a termine un
legame interrotto, soprattutto se c'è stato un male fatto
che ora va in qualche modo compensato.
Un caso tipico di debito karmico lo abbiamo visto con
Catherine, la paziente del dottor Brian Weiss(1). Come
abbiamo già constatato, Catherine in una delle sue
regressioni ipnotiche aveva rivissuto un'esistenza passata
in cui Stuart, l'attuale fidanzato, con il quale, nonostante
gli sforzi, si ritrovava a vivere una relazione difficile,
era stato il suo assassino. Stuart, quindi, in questa vita,
aveva il compito di amare chi un tempo aveva ammazzato. E
Catherine, ebbe modo di comprendere, attraverso il viaggio a
ritroso nel tempo, l'origine del suo rapporto conflittuale
con il suo compagno del momento. Tuttavia, non sempre le due
parti in causa sono pronte a superare le ostilità passate.
Un partner può a livello inconscio mantenere ancora vivo il
ricordo del male ricevuto o delle ragioni che lo avevano
portato a compiere un gesto insano e non essere ancora in
grado di riequilibrare la relazione. Molti legami
sentimentali e parentali gravosi, possono quindi derivare da
un'antecedente rivalità vissuta in un'altra vita e che
ancora non si è capaci di risolvere.
Parimenti, vi sono
legami fortissimi che non si riescono ad evitare e amori
profondi che non si possono e non si riescono a recidere per
via di un senso di appartenenza inspiegabile con la sola
razionalità umana e che può avere un senso solo se si
ipotizza un'altra esistenza in cui i due soggetti in
questione hanno già vissuto insieme. Le tecniche regressive
possono aiutare ad afferrare il significato di tutto quanto
coinvolge un individuo nella sua vita attuale e del perché
si sia incarnato proprio nella personalità attuale.
Comprendere, dunque, le leggi del karma significa anche
avviare un processo di accettazione positiva di qualsiasi
situazione, anche la più dolorosa, e di superamento dei
nodi che bloccano il nostro cammino verso la perfezione e la
serenità interiore.
Va considerato inoltre che i legami karmici, vita dopo vita,
difficilmente si ripresentano con le stesse modalità. I
ruoli dei protagonisti spesso sono invertiti, soprattutto
nell'ambito di uno stesso gruppo familiare. Come afferma
Betty B. Binder:
"I membri di una famiglia che hanno legami karmici
spesso si reincarnano insieme, ma nelle vite successive i
loro ruoli saranno invertiti rispetto a quelli esercitati in
quelle precedenti. Ad esempio, un bambino di oggi può
essere stato un genitore in un'altra vita e suo padre può
essere stato suo figlio. Allo stesso modo le rivalità
odierne possono essere la manifestazione di inimicizie nel
passato che non sono ancora state risolte".(2)
Anche le malattie e le menomazioni possono avere un loro
senso karmiko. Abbiamo già visto in molti dei bambini
studiati dallo psichiatra Ian Stevenson come macchie sulla
pelle e cicatrici insolite sul corpo potevano essere la
manifestazione di una ferita o un problema avuto in una vita
antecedente (vedi "Giustitalia" n. 39, Aprile
2002). Ma al di là di questi casi in cui un'individualità
si porta dietro le tracce forti di un trauma subito, vi sono
delle sofferenze o dei segni che intervengono in una data età
del soggetto. Possiamo pensare ad esempio ai tumori o a
malattie gravi che insorgono improvvisamente e divengono in
breve tempo devastanti per la psiche e per il corpo.
Anna, ad esempio, una donna di media età, che aveva subito
l'asportazione totale del seno destro, durante una
regressione ricordò di aver vissuto una vita antecedente
come condottiero romano. Durante quell'esistenza aveva
esternato una violenza che andava ben al di là dei suoi
doveri. Aveva combattuto, assediato e mutilato giovani donne
dopo aver abusato di loro, per il semplice piacere di
esercitare uno strapotere e infliggere sofferenza.
A seguito di quanto vide e rivisse, durante una seduta
regressiva, Anna riuscì a dare un senso anche al suo evento
fisico attuale. Così come aveva arrecato dolore e reso
invalide ingiustamente tante donne così doveva trovarsi
oggi a rivivere lei stessa una menomazione per poter
comprendere ciò che questo stato fisico e psichico poteva
significare. Il suo carattere duro e intollerante che aveva
conservato anche dopo l'intervento, a seguito della
regressione, si modificò repentinamente. Anna comprese che
a nulla sarebbe valso continuare ad avercela con il mondo
intero e a comportarsi aspramente anche con chi le era
accanto e le mostrava affetto e dedizione, se non a fare del
male a se stessa, procurandosi ulteriore karma negativo che
avrebbe dovuto poi restituire in qualche modo in una vita
successiva.
Come afferma la psichiatra Helen Wambach, nel suo libro
"Vita prima della vita":
"Noi saremo davvero trattati così come abbiamo
trattato gli altri; noi torniamo in vita per sperimentare
l'essere sia sul polo del dare che su quello del
ricevere"(3)
La reincarnazione, dunque, con le sue leggi karmiche, ha lo
scopo di migliorarci gradualmente, con i tempi e le modalità
che ciascuno di noi riterrà opportune, ma per condurci
sempre e comunque verso la meta finale che è il compimento
della nostra anima e il ricongiungimento di essa con quella
che alcuni definiscono energia cosmica universale e altri
Dio.
Dott.ssa
Elisa Albano
1 Vedi in BRIAN WEISS - Molte vite
molti maestri. Ed Oscar Mondatori, collana "Nuovi
Misteri", Milano, 2001.
2 BETTYE B. BINDER - Karma e reincarnazione - Ed Gruppo
Editoriale Futura, p. 99.
3 HELEN WAMBACH - Vita prima della vita (storie vere di
viaggi meravigliosi dentro la vita prima della nascita) Ed.
Mediterranee, Roma, 1991.
12- gennaio 2002 Mistic.it
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