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Esiste,
in effetti, una quinta stanza dei cilindri, detta nursery,
dove piccoli esseri
viventi antropomorfi completano la
loro gestazione una volta estratti dall’utero della
portatrice terrestre, dopo un periodo
di gestazione di circa tre mesi. Questa stanza è
caratterizzata dalla presenza di
moltissimi cilindri, dentro i quali alieni di tipo differente
vengono raggruppati e selezionati.
Anche il liquido che li contiene è di colore differente,
a seconda del tipo di alieno
contenuto. Tali cilindri non sono verticali, ma lievemente
inclinati su di un lato e sono
decisamente più piccoli di quelli che contengono gli adulti.
I
corpi contenuti all’interno sono collegati a sottili fili, sonde
od altro e monitorati di
continuo.
È emerso, infatti, che donne
terrestri vengono utilizzate come gestanti di un ovulo alieno in
esse impiantato e che, dopo tre mesi
di gestazione, quest’ultimo viene trasferito, per il suo
sviluppo finale, dentro un utero
artificiale: il cilindro inclinato.
Recentemente un medico inglese ha
comunicato di aver messo a punto un cilindro simile
per scopi analoghi: chissà da dove ha
preso questa bella idea!
I
cilindri
Durante
lo studio dei fenomeni di abduction ho ricevuto molte descrizioni di
locali di tipo
tecnologico, dove gli alieni, a volte
da soli a volte accompagnati da militari terrestri,
conducevano gli addotti.
In quei locali accadevano cose strane,
che all’inizio non si riusciva nemmeno a descrivere
accuratamente, poiché gli addotti
riportavano in modo molto confuso i particolari dei locali
stessi. Ovviamente esisteva una
ragione per la confusione, anzi, più motivazioni
spingevano l’addotto a dare una
descrizione molto confusa di questo e di altri ambienti.
La
prima causa era il fatto che l’addotto, di solito, veniva
introdotto nel locale in uno stato
di percezione fortemente alterata,
quasi come se fosse drogato.
In ipnosi, quindi, l’addotto
descriveva le cose come le aveva percepite, cioè in modo
distorto.
Una seconda causa di forte
alterazione dei ricordi era il chunking dei ricordi stessi.
Chunking è un termine preso in
prestito dalla Programmazione Neuro Linguistica e
significa taglio netto. L’addotto, a
volte, tagliava bruscamente la “pellicola” contenente un
ricordo di vissuto e la congiungeva
con un altro spezzone di “pellicola” contenente un
ricordo analogo di vissuto, relativo
ad un episodio diverso, ma caratterizzato da
avvenimenti simili o forse uguali. Una
volta uniti i due spezzoni (quenching) in un unico
ricordo finale, alcuni particolari
risultavano identici prima e dopo la “giuntura”, mentre altri
erano caratteristici di uno spezzone e
non dell’altro: due esperienze simili per un solo film
di ricordi.
Dalle
ricostruzioni ipnotiche risultava chiaro che l’addotto finiva
varie volte, nel
corso della sua vita, nella cosiddetta
“stanza dei cilindri” e questa veniva pertanto descritta
in modo confuso anche per questo
motivo.
Esistevano, poi, differenti stanze dei
cilindri, nelle quali l’addotto era sottoposto a
procedure diverse ed anche per questo
motivo la confusione risultava grande.
Infine c’era ancora un ultimo,
serio, motivo che portava l’addotto a vedere l’ambiente in
modo differente dalla realtà, infatti
egli aveva essenzialmente tre punti di vista del locale:
uno corrispondente alla descrizione
dovuta alla percezione normale, un altro prodotto dalla
caratteristica dell’Anima distaccata
dal corpo ed infine un terzo, quello appartenente
all’alieno nel corpo del quale
l’Anima dell’addotto veniva introdotta per rigenerarlo. C’era
persino un quarto punto di vista,
quello della copia dell’addotto stesso, posizionata in
modo diverso dagli altri tre soggetti.
Quasi
contemporaneamente la memoria dell’addotto immagazzinava dati
relativi a più
punti di vista, tutti dotati diversa
percezione della realtà. L’Anima descriveva le cose
dall’alto, mentre l’addotto era in
un cilindro o fuori di esso, la sua copia era in un altro
contenitore ed in un altro ancora
c’era l’Alieno, che attendeva la sua rigenerazione od il
back-up della sua memoria. Va messo in
conto che l’alieno ha un apparato visivo
differente dal nostro e vede le cose
in modo diverso, con colori che non sono per niente
quelli per noi abituali. Alcuni alieni
poi, come per esempio l’Insettoide, possiedono un
apparato visivo che sembra funzionare
più come un detector a colori di raggi ultravioletti
od X che come un visore per noi
normale. A volte il soggetto vede la stanza in giallo e
nero, come se non potesse vedere né
rosso né blu-viola. Il che fa pensare ad una vista
monocromatica (forse questo
vale per la stessa Mantide).
Altre
volte l’ambiente viene
descritto utilizzando soltanto toni
del grigio (visione in bianco e nero). Sembra, però, che il
ricordo in bianco e nero possa essere
prodotto dall’isolamento, durante l’attivazione del
ricordo stesso, di quella parte di
cervello che è preposta all’emotività, il che impedisce
anche la percezione dei colori.
Talvolta l’addotto descrive senza emotività scene terribili
viste durante l’abduction, ma si sa
che ciò non è possibile riguardo ad un’esperienza
realmente vissuta: è possibile
descrivere senza emozioni solamente esperienze non
realmente vissute. In realtà sono
presenti altri canali cenestesici che attestano la realtà
dell’esperienza, quindi si deve
imputare la mancanza di colore nelle scene a qualche tipo
di manipolazione che l’alieno
produce sulla corteccia cerebrale dell’addotto, per fargli
vivere l’esperienza senza stress: in
pratica l’alieno “stacca i contatti”, decerebrando
localmente l’addotto. Se la
decerebrazione non è totale, ma coinvolge la zona del cervello
adibita alla percezione del colore, il
risultato è la visione in bianco e nero.
In
realtà questi
casi sono abbastanza rari, ma è
comunque interessante, per spiegare l’anomala capacità
di percezione dell’addotto, poter
ipotizzare una motivazione di tipo fisiologico. La
decerebrazione non sembra per niente
provocata dal desiderio, da parte dell’alieno, di non
far soffrire l’addotto, bensì dalla
necessità di evitare che il suo organismo subisca traumi
neurovegetativi tali da fargli
secernere endorfine capaci di ostacolare il perseguimento
degli scopi dell’abduction stessa.
L’addotto, spaventato ma soprattutto arrabbiato nella
prima fase dell’abduction,
tenderebbe a non seguire gli ordini mentali degli alieni. Come
fare, dunque, ad ottenere una
descrizione sufficientemente precisa delle “stanze dei
cilindri”? Semplice! Basta farsi
raccontare come sono fatte queste stanze da duecento
persone diverse e prendere nota
solamente dei particolari uguali. Si tratta di applicare, ai
ricordi degli addotti, una tecnica di
cancellazione del rumore utilizzata nelle
telecomunicazioni. Ogni ricordo
rappresenta una misura (o campione) e tutte le misure
effettuate vengono sovrapposte fra
loro, rinforzando in tal modo quelle uguali ed
attenuando quelle diverse. Cosi dopo
anni di lavoro, diventa possibile produrre
un’immagine alquanto affidabile di
una prima “stanza dei cilindri”. Come si è visto, le
stanze dei cilindri sono quattro e
tutte differenti l’una dall’altra, ma ce ne sono due che
appaiono attigue. Eccole viste da
sopra:
Le
immagini delle “stanze dei cilindri” sono state ricavate
utilizzando una planimetria di
base disegnata da un addotto che, di
mestiere, fa il geometra ed è abituato a ricavare
planimetrie attendibili anche da una
semplice osservazione degli ambienti.
Confrontando le sue con le descrizioni
degli altri addotti è stato possibile ricostruire
parzialmente anche gli arredamenti.
Sicuramente i colori di certi
materiali non sono esatti e non sono stati riprodotti con la
giusta riflettanza, inoltre ci sono
ancora incertezze su parecchi particolari, ma è
auspicabile che queste immagini
aiutino gli addotti a fare delle ricostruzioni più adeguate.
La
prima “stanza dei cilindri”.
Sarà
chiamata “prima stanza dei cilindri” quella alla quale si accede
sempre per prima.
In essa sono presenti due cilindri di
materiale trasparente posti in verticale sulla destra di
chi entra, davanti ad un tavolo
metallico con la superficie ruvida.
Il tavolo potrebbe anche essere un
contenitore orizzontale posto di fronte ai due cilindri
verticali (questo particolare non è
ancora chiaro del tutto). Sulla sinistra di chi entra c’è una
“zona-computer”, o comunque
qualcosa che assomiglia a dei computer. Ci sono pure un
mobile che sembra un catalogatore da
ufficio ed una sedia. Le pareti sembrano fatte di
cemento grezzo.
Si possono fare subito alcune
considerazioni interessanti:
a)
Se c’è una sedia, esiste anche un umanoide che ci si siede sopra.
b)
L’idea di mettere la sedia nella zona-computer è giusta e
conferma la presenza di
macchine che devono essere monitorate
da un operatore umanoide.
c)
La presenza di due cilindri verticali viene descritta durante
l’effettuazione della copia
dell’addotto ed, in effetti, dalle
descrizioni si evince che prima viene eseguita la copia e
poi si sblocca l’Anima nella seconda
stanza, utilizzando un apparato differente.
d)
La presenza di pareti di cemento armato indica che la stanza non è
in una macchina
volante, ma probabilmente in una
installazione sotterranea, come unanimemente
affermato dagli addotti.
Con quest' ultima sezione penso che sia
sufficientemente chiaro il quadro emerso dai racconti sotto ipnosi
dagli addotti. Il punto è, perchè altri studiosi, che hanno
sottoposti gli addotti all'ipnosi regressiva, non sono giunti alle
stesse conclusioni del prof. Malanga ?
I
casi sono due, o gli addotti mentono, anche se escluderei tale
ipotesi, oppure gli alieni programmano i ricordi degli addotti per
confondere i ricercatori .... ammesso che siano realmente gli alieni
a rapire gli umani, dato che i ricercatori non giungono tutti alle
stesse conclusioni. La ricerca è divisa quasi si tutto. Possiamo
dire che ci sono due correnti. Una attraverso è giunto a concludere
che gli alieni sono buoni e cercano di aiutarci in qualche modo, e
l'altra corrente è giunta alla conclusione che gli alieni sono un
pericolo per la sopravvivenza dell'umanità. Se dietro tutto c'è
una volontà di depistare, creare disorientamento per impedire di
raggiungere la verità .... credo sia riuscito pienamente nel suo
intento.
Per
saperne di più: Prof. Corrado
Malanga
5-
Febbraio 2006 - Mistic.it
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