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Mancava
ancora un anello alla catena: gli antichi Egizi, infatti,
descrivevano l’esistenza del
Corpo fisico, della Mente e
dell’Anima, ma anche quella dello Spirito.
Non si sapeva di cosa si trattasse.
Per farla breve, evitando
complicazioni inutili in questa sede, dalle menti degli addotti
emergevano, sotto ipnosi, tracce di
ricordi di vite di esseri alieni completamente diversi da
noi: Esseri di Luce, di natura
diversa, esseri che, seppur molto longevi, erano mortali
perché, per quanto si è saputo, in
tutto il creato solo il Creatore ed una parte degli
esseri umani possiedono
l’Anima.
Questi
Esseri di Luce sono, probabilmente, quelli che la nostra cultura
mitologica definisce
“spiriti immortali” e
controllerebbero gli alieni responsabili del fenomeno dei rapimenti,
i
quali, a loro volta, controllerebbero
i Grigi “cyborg” che controllano l’umanità intera.
Gli Esseri di luce risultavano
strutture decisamente simili a ciò che chiameremo “Spirito” e
che, come vedremo meglio in seguito,
si differenzierebbe sostanzialmente da ciò che,
invece, io definisco Anima.
Emerge
l’esistenza di diversi tipi di esseri umani:
1.
Corpo con Mente.
2.
Corpo con Mente ed Anima.
3.
Corpo con Mente e Spirito, senz’Anima.
4.
Corpo con Mente, Spirito ed Anima
Diventano,
così, comprensibili addirittura certi fenomeni che la Chiesa
descrive come
“possessioni diaboliche”, le quali
avverrebbero quando una persona non gradisce la
presenza, dentro di sé, di un
“Essere di Luce” parassita e negativo.
Avevamo forse a che fare con entità
più positive, che vivevano in simbiosi con l’Anima di
chi la possiede?
L’Essere
di Luce preferiva forse stazionare nei corpi di persone dotate di
Anima, perché in
quel modo poteva sfruttare, per così
dire, l’”energia” dell’Anima e non invecchiare,
essendo la matrice di punti di luce
priva di dimensione temporale, e pertanto eterna?
Sì era proprio così!
Tutti questi esseri vogliono
l’Anima, perché sono tutti mortali e tutti la vengono a cercare
nell’unico posto dell’Universo
dove, a quanto pare e forse per sbaglio, essa esiste.
Avevo
una chiara chiave di lettura che sembrava spiegare tutto ed era la
prima volta in
assoluto nella storia dello studio di
queste fenomenologie.
Questa spiegazione aveva il pregio di
mettere d'accordo la fisica, la metapsichica,
l’esoterismo e la storia del nostro
pianeta.
STANZE
E CILINDRI
All’inizio
dell’indagine fui portato fuori strada diverse volte, poiché gli
addotti posti in ipnosi
profonda ricordavano sempre una stanza
con dei cilindri, nella quale venivano comunque
manipolati degli esseri umani. La
confusione nasceva dal fatto che chi è in stato ipnotico
tende a collegare parti di ricordi che
a volte non sono perfettamente consequenziali,
semplicemente perché alcune
componenti del ricordo sono in comune. Se, per esempio,
un addotto viene portato una volta in
una stanza con due cilindri verticali ed un’altra volta
subisce un’abduction nella quale
viene portato in una stanza con un cilindro verticale ed
uno orizzontale, è possibile che i
due ricordi si mescolino, creando confusione e limitando
la possibilità di ricostruire
l’accaduto nella sua complessità spazio-temporale.
È
stato possibile risolvere il problema solo grazie all’elevato
numero di testimonianze, che
ha permesso di correggere via via il
tiro e di comprendere anche alcuni aspetti distonici,
ma solo in apparenza, dei vissuti
rivivificati in ipnosi.
Le
stanze
Allo
stato attuale delle conoscenze si può affermare che esistono
quattro stanze dei
cilindri, differenti per forme e
materiali, che servono ad effettuare quattro operazioni
diverse.
1.
Stanza con due cilindri verticali trasparenti ed affiancati.
Questi cilindri sono
collegati, superiormente, con qualcosa
che assomiglia a dei tubi. Questa è la stanza di
formazione della copia dell’addotto.
In un cilindro verticale e trasparente viene posto
l’originale, mentre nel secondo
cilindro è contenuto del materiale informe. Alla fine del
procedimento anche nel secondo
cilindro esiste un essere umano, identico al primo
salvo che per l’assenza di anelli,
piercing e altri particolari inorganici, i quali sembrano
non essere copiati. In questo contesto
la Coscienza dell’originale passa nel cilindro
della copia e vi staziona per qualche
secondo. Poi ritorna nel cilindro che contiene
l’originale.
2.
Stanza con diverse coppie di cilindri, uno trasparente verticale
e l’altro metallico
orizzontale. In
quest’ultimo cilindro si entra da un’estremità, come in
un’apparecchiatura per la TAC. I due
cilindri sono posti uno accanto all’altro. L’addotto
(in originale) viene posto nel
cilindro orizzontale, mentre in quello verticale c’è un alieno
il cui tipo può variare: dal Sauroide
all’Orange, eccetera. L’apparato serve per
trasportare la memoria dell’alieno
nel cervello dell’addotto. In realtà quelli che vengono
copiati e trasportati nell’addotto
sono lo Spirito e la Mente dell’alieno, mentre il Corpo
dell’alieno stesso rimane vuoto nel
suo cilindro. Un particolare interessante è che i due
cilindri sono fissati al suolo e
sembrano collegati l’uno all’altro attraverso tubi che
scorrono sotto il pavimento. In questa
stanza viene di fatto creata, nella Mente
dell’addotto, la MAA, cioè la
Memoria Aliena Attiva, che sarà descritta più avanti.
3.
Stanza con alcune coppie di cilindri, disposti come in quella
precedente. In
questo caso i cilindri verticali sono
su ruote e possono essere, quindi, trasportati
altrove. In particolare, mentre nel
cilindro verticale si entra sempre dall’alto, in quello
orizzontale e trasparente (chiamato
talvolta “vasca”), si entra per scorrimento
orizzontale, come se si trattasse di
un lungo cassetto. Chi sta dentro i cilindri, sia quello
verticale che l’altro, è immerso in
un liquido con caratteristiche elettriche molto
particolari. Qualcuno lo descrive come
una specie di superconduttore liquido fatto di
milioni di contatti elettrici. Il
cilindro orizzontale contiene sempre l’originale dell’addotto,
mentre in quello verticale è
contenuta la copia. Quest’ultima viene prelevata da un
“archivio-copie” e portata nella
stanza spostando, su ruote, il cilindro che la contiene.
Questa
è la stanza di back-up (BU) della memoria della copia ed anche
quella dove
l’Anima viene fatta uscire, insieme
alla Mente ed allo Spirito dell’addotto originale, ed
introdotta nella copia (posta nel
cilindro verticale) per ravvivarne le potenzialità. Si
tratta di una specie di scarica di
corrente elettrica che ricarica le “batterie” della copia,
la quale, così, può vivere per un
periodo più lungo senza disgregarsi.
4.
Stanza con due cilindri verticali, composti da materiali
differenti. Nel primo
cilindro, più piccolo e trasparente,
viene posto un esemplare di una specie aliena,
mentre nel secondo cilindro, più
tozzo e composto da materiale non trasparente, di
colore nero e dall’apparenza
metallica, viene introdotto, attraverso un’apertura laterale,
un addotto in versione originale.
Quest’ultimo grosso cilindro sembra circondato da
fumi bianchi, che ricordano un
raffreddamento prodotto da elio liquido. L’addotto, una
volta introdotto nel cilindro opaco,
comincia a percepire una forte pressione al plesso
solare, in concomitanza con una forte
sensazione di vibrazione in tutto il corpo, la
quale parte anch’essa dal plesso
solare. Si tratta di un effetto dovuto alla rapida messa
in rotazione delle pareti del cilindro
metallico, che aumenta di velocità con il tempo, fino
a raggiungere il massimo. Gli addotti
ricordano che il macchinario produce un forte
rumore.
Raggiunta
la velocità (frequenza) giusta, l’Anima dell’addotto si stacca
da sola
e viene convogliata nell’altro
cilindro, dove è posto l’alieno, mediante un metodo non
ancora identificato (campo di forze?).
L’Anima, così, entra nel corpo dell’alieno da sola,
senza Spirito né Mente, e lo rigenera
per dargli la possibilità di vivere più a lungo. Alla
fine dell'operazione, che peraltro
dura molto poco, l’Anima torna nell’addotto, il cui
cilindro smette lentamente di ruotare.
Da esso l’addotto viene poi estratto in uno stato
di confusione e di stanchezza estreme.
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Febbraio 2006 - Mistic.it
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